Mosaico decorativo

1. in finem his qui inmutabuntur in tituli inscriptione David in doctrina

1. Al maestro del coro. Su «Non distruggere». Di Davide. Quando Saul mandò uomini a sorvegliare la casa e ad ucciderlo.

2. cum succendit Syriam Mesopotamiam et Syriam Soba et convertit Joab et percussit vallem Salinarum duodecim milia

2. Liberami dai nemici, mio Dio, proteggimi dagli aggressori.

3. Deus reppulisti nos et destruxisti nos iratus es et misertus es nobis

3. Liberami da chi fa il male, salvami da chi sparge sangue.

4. commovisti terram et turbasti eam sana contritiones ejus quia commota est

4. Ecco, insidiano la mia vita, contro di me si avventano i potenti. Signore, non c'è colpa in me, non c'è peccato;

5. ostendisti populo tuo dura potasti nos vino conpunctionis

5. senza mia colpa accorrono e si appostano.

6. dedisti metuentibus te significationem ut fugiant a facie arcus diapsalma ut liberentur dilecti tui

6. Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele, lèvati a punire tutte le genti; non avere pietà dei traditori.

7. salvum fac dextera tua et exaudi me

7. Ritornano a sera e ringhiano come cani, si aggirano per la città.

8. Deus locutus est in sancto suo lætabor et partibor Sicima et convallem tabernaculorum metibor

8. Ecco, vomitano ingiurie, le loro labbra sono spade. Dicono: «Chi ci ascolta?».

9. meus est Galaad et meus est Manasses et Effraim fortitudo capitis mei Juda rex meus

9. Ma tu, Signore, ti ridi di loro, ti burli di tutte le genti.

10. Moab olla spei meæ in Idumeam extendam calciamentum meum mihi alienigenæ subditi sunt

10. A te, mia forza, io mi rivolgo: sei tu, o Dio, la mia difesa.

11. quis deducet me in civitatem munitam quis deducet me usque in Idumeam

11. La grazia del mio Dio mi viene in aiuto, Dio mi farà sfidare i miei nemici.

12. nonne tu Deus qui reppulisti nos et non egredieris Deus in virtutibus nostris

12. Non ucciderli, perché il mio popolo non dimentichi, disperdili con la tua potenza e abbattili, Signore, nostro scudo.

13. da nobis auxilium de tribulatione et vana salus hominis

13. Peccato è la parola delle loro labbra, cadano nel laccio del loro orgoglio per le bestemmie e le menzogne che pronunziano.

14. in Deo faciemus virtutem et ipse ad nihilum deducet tribulantes nos

14. Annientali nella tua ira, annientali e più non siano; e sappiano che Dio domina in Giacobbe, fino ai confini della terra.

15.

15. Ritornano a sera e ringhiano come cani, per la città si aggirano

16.

16. vagando in cerca di cibo; latrano, se non possono saziarsi.

17.

17. Ma io canterò la tua potenza, al mattino esalterò la tua grazia perché sei stato mia difesa, mio rifugio nel giorno del pericolo.

18.

18. O mia forza, a te voglio cantare, poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, tu, o mio Dio, sei la mia misericordia.



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