1. kai egeneto tou eniautou ou apeqanen oziaV o basileuV eidon ton kurion kaqhmenon epi qronou uyhlou kai ephrmenou kai plhrhV o oikoV thV doxhV autou
2. kai serafin eisthkeisan kuklw autou ex pterugeV tw eni kai ex pterugeV tw eni kai taiV men dusin katekalupton to proswpon kai taiV dusin katekalupton touV podaV kai taiV dusin epetanto
3. kai ekekragon eteroV proV ton eteron kai elegon agioV agioV agioV kurioV sabawq plhrhV pasa h gh thV doxhV autou
4. kai ephrqh to uperquron apo thV fwnhV hV ekekragon kai o oikoV eplhsqh kapnou
5. kai eipa w talaV egw oti katanenugmai oti anqrwpoV wn kai akaqarta ceilh ecwn en mesw laou akaqarta ceilh econtoV egw oikw kai ton basilea kurion sabawq eidon toiV ofqalmoiV mou
6. kai apestalh proV me en twn serafin kai en th ceiri eicen anqraka on th labidi elaben apo tou qusiasthriou
7. kai hyato tou stomatoV mou kai eipen idou hyato touto twn ceilewn sou kai afelei taV anomiaV sou kai taV amartiaV sou perikaqariei
8. kai hkousa thV fwnhV kuriou legontoV tina aposteilw kai tiV poreusetai proV ton laon touton kai eipa idou eimi egw aposteilon me
9. kai eipen poreuqhti kai eipon tw law toutw akoh akousete kai ou mh sunhte kai bleponteV bleyete kai ou mh idhte
10. epacunqh gar h kardia tou laou toutou kai toiV wsin autwn barewV hkousan kai touV ofqalmouV autwn ekammusan mhpote idwsin toiV ofqalmoiV kai toiV wsin akouswsin kai th kardia sunwsin kai epistreywsin kai iasomai autouV
11. kai eipa ewV pote kurie kai eipen ewV an erhmwqwsin poleiV para to mh katoikeisqai kai oikoi para to mh einai anqrwpouV kai h gh kataleifqhsetai erhmoV
12. kai meta tauta makrunei o qeoV touV anqrwpouV kai oi kataleifqenteV plhqunqhsontai epi thV ghV
13. kai eti ep' authV estin to epidekaton kai palin estai eiV pronomhn wV terebinqoV kai wV balanoV otan ekpesh apo thV qhkhV authV
Note a piè di pagina:
6:1-4 - Isaia ha una visione del trono di Dio, dove i serafini proclamano la santità di Dio. Questa scena sottolinea l'assoluta purezza di Dio e la sua separazione dal peccato, ispirando riverenza e umiltà (vedere anche Apocalisse 4:8 ed Ebrei 12:29).
6:5-7 - Isaia, consapevole del suo peccato, invoca la purificazione. Dio purifica Isaia con un carbone ardente, simbolo di redenzione e chiamata alla santità per tutti coloro che Lo servono (vedi anche Salmo 51:10 e 1 Giovanni 1:9).
6:8 - Dio chiede: “Chi manderò?” e Isaia risponde prontamente: “Eccomi, manda me!” Questa disponibilità a servire Dio esemplifica l’impegno e la prontezza a compiere la missione divina (vedere anche Esodo 3:10 e Romani 12:1).
6:9-10 - Isaia trasmette al popolo un messaggio di giudizio, indicando che avrebbero ascoltato ma non compreso. Ciò riflette la durezza del cuore umano e la necessità del pentimento (vedi anche Matteo 13:14-15 e Giovanni 12:40).
6:11-13 - Isaia chiede quanto durerà il giudizio, e Dio risponde che durerà finché la terra non sarà desolata, ma con una promessa di speranza, perché un residuo rimarrà. Questa visione rivela la giustizia e la fedeltà di Dio (vedi anche Romani 11:5 e Isaia 1:9).
Versi relativi a Isaías, 6:
Il capitolo 6 di Isaia narra la chiamata profetica di Isaia. In che modo la santità di Dio trasforma la vita? Questo testo visionario descrive l'incontro del profeta con il Dio santo, la sua purificazione e il suo incarico. Il capitolo affronta temi come la trascendenza divina, la necessità di purificazione e la missione profetica. Isaia 6 rivela il fondamento dell'autorità profetica di Isaia. Rifletti con noi su cinque passaggi biblici correlati all'esperienza trasformativa di questo capitolo fondamentale.
Giovanni 12:41: "Isaia disse questo perché vide la gloria di Gesù e parlò di lui." - Giovanni interpreta la visione di Isaia 6 come una visione di Cristo, collegando l'Antico e il Nuovo Testamento.
Apocalisse 4:8: "Ognuno di loro aveva sei ali ed era pieno di occhi, intorno e sotto le ali. Giorno e notte ripetono senza sosta: "Santo, santo, santo è il Signore, Dio onnipotente, che era, che è e che verrà"." - La visione di Giovanni degli esseri celesti fa eco alla visione dei serafini di Isaia in Isaia 6:2-3.
Atti 28:25-27: "Lo Spirito Santo parlò bene ai loro antenati, attraverso il profeta Isaia, quando disse: 'Andate da questo popolo e dite: Anche se ascolterete sempre, non comprenderete mai; Anche se vedono sempre, non se ne accorgeranno mai. [...]'" - Paolo cita Isaia 6:9-10 per spiegare il rifiuto del vangelo da parte di alcuni ebrei.
Luca 5:8: "Vedendo ciò, Simon Pietro si gettò ai piedi di Gesù e disse: «Allontanati da me, Signore, perché sono un peccatore!»." - La reazione di Pietro alla santità di Gesù rispecchia la risposta di Isaia alla presenza di Dio in Isaia 6:5.
Efesini 6:19-20: "Pregate anche per me affinché, quando parlo, mi sia dato il messaggio, affinché io possa far conoscere senza timore il mistero del Vangelo, del quale sono ambasciatore in catene. Pregate affinché, rimanendo in Lui, io possa parlare con coraggio, come devo fare." - Paolo, come "inviato" del Vangelo, fa eco all'incarico di Isaia in Isaia 6:8-9.
FAQ:
Cosa accadde quando Isaia ebbe la visione di Dio nel tempio?
Isaia ebbe una visione di Dio seduto su un trono, con i serafini che lo lodavano. Si sentiva impuro, ma fu purificato da un serafino che gli toccò le labbra con un carbone ardente. (Isaia 6:1-7)
Cosa chiese Dio a Isaia di fare dopo la sua purificazione?
Dio chiamò Isaia come Suo messaggero, pur sapendo che il popolo sarebbe stato ostinato e non avrebbe ascoltato. Isaia accettò la missione. (Isaia 6:8-10)
Quale fu la risposta di Isaia alla missione affidatagli da Dio?
Isaia rispose prontamente, dicendo: "Eccomi, manda me", disposto a fare la volontà di Dio nonostante le difficoltà. (Isaia 6:8)
Come descrive Isaia l'incredulità del popolo?
Isaia parla della durezza del cuore del popolo, che sarebbe stato cieco e sordo al messaggio di Dio e che avrebbe sofferto per il suo rifiuto di ascoltarlo. (Isaia 6:9-10)
Quale sarebbe stato il risultato del ministero di Isaia verso il popolo d'Israele?
Il risultato sarebbe stato un indurimento del popolo, ma anche una piccola parte di Israele sarebbe stata preservata, simboleggiata da uno "stelo" che sarebbe germogliato di nuovo. (Isaia 6:11-13)