Mosaico decorativo

1. super custodiam meam stabo et figam gradum super munitionem et contemplabor ut videam quid dicatur mihi et quid respondeam ad arguentem me

1. Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti.

2. et respondit mihi Dominus et dixit scribe visum et explana eum super tabulas ut percurrat qui legerit eum

2. Il Signore rispose e mi disse: "Scrivi la visione e incidila bene sulle tavolette, perché la si legga speditamente.

3. quia adhuc visus procul et apparebit in finem et non mentietur si moram fecerit expecta illum quia veniens veniet et non tardabit

3. È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà.

4. ecce qui incredulus est non erit recta anima ejus in semet ipso justus autem in fide sua vivet

4. Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede".

5. et quomodo vinum potantem decipit sic erit vir superbus et non decorabitur qui dilatavit quasi infernus animam suam et ipse quasi mors et non adimpletur et congregabit ad se omnes gentes et coacervabit ad se omnes populos

5. La ricchezza rende perfidi; il superbo non sussisterà, spalanca come gli inferi le sue fauci e, come la morte, non si sazia, attira a sé tutte le nazioni, raduna per sé tutti i popoli.

6. numquid non omnes isti super eum parabolam sument et loquellam enigmatum ejus et dicetur væ ei qui multiplicat non sua usquequo et adgravat contra se densum lutum

6. Forse che tutti non lo canzoneranno, non faranno motteggi per lui? Diranno: "Guai a chi accumula ciò che non è suo, - e fino a quando? - e si carica di beni avuti in pegno!".

7. numquid non repente consurgent qui mordeant te et suscitabuntur lacerantes te et eris in rapinam eis

7. Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creditori, non si sveglieranno e ti faranno tremare e tu diverrai loro preda?

8. quia tu spoliasti gentes multas spoliabunt te omnes qui reliqui fuerint de populis propter sanguinem hominis et iniquitatem terræ civitatis et omnium habitantium in ea

8. Poiché tu hai saccheggiato molte genti, gli altri popoli saccheggeranno te, perché hai versato sangue umano e hai fatto violenza a regioni, alle città e ai loro abitanti.

9. væ qui congregat avaritiam malam domui suæ ut sit in excelso nidus ejus et liberari se putat de manu mali

9. Guai a chi è avido di guadagni illeciti, un male per la sua casa, per mettere il nido in luogo alto e sfuggire alla stretta della sventura.

10. cogitasti confusionem domui tuæ concidisti populos multos et peccavit anima tua

10. Hai decretato il disonore alla tua casa: quando hai soppresso popoli numerosi hai fatto del male contro te stesso.

11. quia lapis de pariete clamabit et lignum quod inter juncturas ædificiorum est respondebit

11. La pietra infatti griderà dalla parete e la trave risponderà dal tavolato.

12. væ qui ædificat civitatem in sanguinibus et præparat urbem in iniquitate

12. Guai a chi costruisce una città sul sangue, ne pone le fondamenta sull'iniquità.

13. numquid non hæc a Domino sunt exercituum laborabunt enim populi in multo igni et gentes in vacuum et deficient

13. Non è forse volere del Signore degli eserciti che i popoli si affannino per il fuoco e le nazioni si affatichino invano?

14. quia replebitur terra ut cognoscat gloriam Domini quasi aquæ operientes mare

14. Poiché la terra si riempirà della conoscenza della gloria del Signore, come le acque ricoprono il mare.

15. væ qui potum dat amico suo mittens fel suum et inebrians ut aspiciat nuditatem ejus

15. Guai a chi fa bere i suoi vicini mischiando vino forte per ubriacarli e scoprire le loro nudità.

16. repletus est ignominia pro gloria bibe tu quoque et consopire circumdabit te calix dexteræ Domini et vomitus ignominiæ super gloriam tuam

16. Ti sei saziato d'ignominia, non di gloria. Bevi anche tu, e denùdati mostrando il prepuzio. Si riverserà su di te il calice della destra del Signore e la vergogna sopra il tuo onore,

17. quia iniquitas Libani operiet te et vastitas animalium deterrebit eos de sanguinibus hominis et iniquitate terræ et civitatis et omnium habitantium in ea

17. poiché lo scempio fatto al Libano ricadrà su di te e il massacro degli animali ti colmerà di spavento, perché hai versato sangue umano e hai fatto violenza a regioni, alle città e ai loro abitanti.

18. quid prodest sculptile quia sculpsit illud fictor suus conflatile et imaginem falsam quia speravit in figmento fictor ejus ut faceret simulacra muta

18. A che giova un idolo scolpito da un artista? O una statua fusa o un oracolo falso? L'artista confida nella propria opera, sebbene scolpisca idoli muti.

19. væ qui dicit ligno expergiscere surge lapidi tacenti numquid ipse docere poterit ecce iste coopertus est auro et argento et omnis spiritus non est in visceribus ejus

19. Guai a chi dice al legno: "Svégliati", e alla pietra muta: "Àlzati". Può essa dare un oracolo? Ecco, è ricoperta d'oro e d'argento, ma dentro non c'è soffio vitale.

20. Dominus autem in templo sancto suo sileat a facie ejus omnis terra

20. Ma il Signore sta nel suo tempio santo. Taccia, davanti a lui, tutta la terra!



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