Mosaico decorativo

1. verba Congregantis filii Vomentis visio quam locutus est vir cum quo est Deus et qui Deo secum morante confortatus ait

1. Detti di Agùr figlio di Iakè, da Massa. Dice quest'uomo: Sono stanco, o Dio, sono stanco, o Dio, e vengo meno,

2. stultissimus sum virorum et sapientia hominum non est mecum

2. perché io sono il più ignorante degli uomini e non ho intelligenza umana;

3. non didici sapientiam et non novi sanctorum scientiam

3. non ho imparato la sapienza e ignoro la scienza del Santo.

4. quis ascendit in cælum atque descendit quis continuit spiritum manibus suis quis conligavit aquas quasi in vestimento quis suscitavit omnes terminos terræ quod nomen ejus et quod nomen filii ejus si nosti

4. Chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello? Chi ha fissato tutti i confini della terra? Come si chiama? Qual è il nome di suo figlio, se lo sai?

5. omnis sermo Dei ignitus clypeus est sperantibus in se

5. Ogni parola di Dio è appurata; egli è uno scudo per chi ricorre a lui.

6. ne addas quicquam verbis illius et arguaris inveniarisque mendax

6. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo.

7. duo rogavi te ne deneges mihi antequam moriar

7. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia:

8. vanitatem et verba mendacia longe fac a me mendicitatem et divitias ne dederis mihi tribue tantum victui meo necessaria

8. tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario,

9. ne forte saturatus inliciar ad negandum et dicam quis est Dominus et egestate conpulsus furer et pejerem nomen Dei mei

9. perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all'indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio.

10. ne accuses servum ad dominum suum ne forte maledicat tibi et corruas

10. Non calunniare lo schiavo presso il padrone, perché egli non ti maledica e tu non ne porti la pena.

11. generatio quæ patri suo maledicit et quæ non benedicit matri suæ

11. C'è gente che maledice suo padre e non benedice sua madre.

12. generatio quæ sibi munda videtur et tamen non est lota a sordibus suis

12. C'è gente che si crede pura, ma non si è lavata della sua lordura.

13. generatio cujus excelsi sunt oculi et palpebræ ejus in alta subrectæ

13. C'è gente dagli occhi così alteri e dalle ciglia così altezzose!

14. generatio quæ pro dentibus gladios habet et commandit molaribus suis ut comedat inopes de terra et pauperes ex hominibus

14. C'è gente i cui denti sono spade e i cui molari sono coltelli, per divorare gli umili eliminandoli dalla terra e i poveri in mezzo agli uomini.

15. sanguisugæ duæ sunt filiæ dicentes adfer adfer tria sunt insaturabilia et quartum quod numquam dicit sufficit

15. La sanguisuga ha due figlie: «Dammi! Dammi!». Tre cose non si saziano mai, anzi quattro non dicono mai: «Basta!»:

16. infernus et os vulvæ et terra quæ non satiatur aqua ignis vero numquam dicit sufficit

16. gli inferi, il grembo sterile, la terra mai sazia d'acqua e il fuoco che mai dice: «Basta!».

17. oculum qui subsannat patrem et qui despicit partum matris suæ effodiant corvi de torrentibus et comedant illum filii aquilæ

17. L'occhio che guarda con scherno il padre e disprezza l'obbedienza alla madre sia cavato dai corvi della valle e divorato dagli aquilotti.

18. tria sunt difficilia mihi et quartum penitus ignoro

18. Tre cose mi sono difficili, anzi quattro, che io non comprendo:

19. viam aquilæ in cælo viam colubri super petram viam navis in medio mari et viam viri in adulescentula

19. il sentiero dell'aquila nell'aria, il sentiero del serpente sulla roccia, il sentiero della nave in alto mare, il sentiero dell'uomo in una giovane.

20. talis est via mulieris adulteræ quæ comedit et tergens os suum dicit non sum operata malum

20. Tale è la condotta della donna adultera: mangia e si pulisce la bocca e dice: «Non ho fatto niente di male!».

21. per tria movetur terra et quartum non potest sustinere

21. Per tre cose freme la terra, anzi quattro cose non può sopportare:

22. per servum cum regnaverit per stultum cum saturatus fuerit cibo

22. uno schiavo che diventi re, uno stolto che abbia viveri in abbondanza,

23. per odiosam mulierem cum in matrimonio fuerit adsumpta et per ancillam cum heres fuerit dominæ suæ

23. una donna gia trascurata da tutti che trovi marito e una schiava che prenda il posto della padrona.

24. quattuor sunt minima terræ et ipsa sunt sapientiora sapientibus

24. Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, eppure sono i più saggi dei saggi:

25. formicæ populus infirmus quæ præparant in messe cibum sibi

25. le formiche, popolo senza forza, che si provvedono il cibo durante l'estate;

26. lepusculus plebs invalida quæ conlocat in petra cubile suum

26. gli iràci, popolo imbelle, ma che hanno la tana sulle rupi;

27. regem lucusta non habet et egreditur universa per turmas

27. le cavallette, che non hanno un re, eppure marciano tutte insieme schierate;

28. stilio manibus nititur et moratur in ædibus regis

28. la lucertola, che si può prender con le mani, ma penetra anche nei palazzi dei re.

29. tria sunt quæ bene gradiuntur et quartum quod incedit feliciter

29. Tre esseri hanno un portamento maestoso, anzi quattro sono eleganti nel camminare:

30. leo fortissimus bestiarum ad nullius pavebit occursum

30. il leone, il più forte degli animali, che non indietreggia davanti a nessuno;

31. gallus succinctus lumbos et aries nec est rex qui resistat ei

31. il gallo pettoruto e il caprone e un re alla testa del suo popolo.

32. et qui stultus apparuit postquam elatus est in sublime si enim intellexisset ori inposuisset manum

32. Se ti sei esaltato per stoltezza e se poi hai riflettuto, mettiti una mano sulla bocca,

33. qui autem fortiter premit ubera ad eliciendum lac exprimit butyrum et qui vehementer emungitur elicit sanguinem et qui provocat iras producit discordias

33. poiché, sbattendo il latte ne esce la panna, premendo il naso ne esce il sangue, spremendo la collera ne esce la lite.



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