1. de his autem quæ idolis sacrificantur scimus quia omnes scientiam habemus scientia inflat caritas vero ædificat
2. si quis se existimat scire aliquid nondum cognovit quemadmodum oporteat eum scire
3. si quis autem diligit Deum hic cognitus est ab eo
4. de escis autem quæ idolis immolantur scimus quia nihil est idolum in mundo et quod nullus Deus nisi unus
5. nam et si sunt qui dicantur dii sive in cælo sive in terra siquidem sunt dii multi et domini multi
6. nobis tamen unus Deus Pater ex quo omnia et nos in illum et unus Dominus Jesus Christus per quem omnia et nos per ipsum
7. sed non in omnibus est scientia quidam autem conscientia usque nunc idoli quasi idolothytum manducant et conscientia ipsorum cum sit infirma polluitur
8. esca autem nos non commendat Deo neque si non manducaverimus deficiemus neque si manducaverimus abundabimus
9. videte autem ne forte hæc licentia vestra offendiculum fiat infirmibus
10. si enim quis viderit eum qui habet scientiam in idolio recumbentem nonne conscientia ejus cum sit infirma ædificabitur ad manducandum idolothyta
11. et peribit infirmus in tua scientia frater propter quem Christus mortuus est
12. sic autem peccantes in fratres et percutientes conscientiam eorum infirmam in Christo peccatis
13. quapropter si esca scandalizat fratrem meum non manducabo carnem in æternum ne fratrem meum scandalizem
Note a piè di pagina:
8:1-3 - Paolo spiega che la conoscenza senza amore è dannosa, poiché l'orgoglio può distruggere coloro che sono più deboli nella fede. Insegna che l'amore edifica e che bisogna prestare attenzione ai fratelli e alle sorelle in Cristo che hanno una coscienza più debole (vedi anche 1 Corinzi 13:1-3 e Romani 14:13-21).
8:4-6 - Paolo ribadisce che gli idoli non sono nulla, perché esiste un solo Dio. La pratica di mangiare cibo sacrificato agli idoli non è peccaminosa in sé, ma può essere uno scandalo per gli altri se non viene fatta con considerazione (vedere anche 1 Corinzi 10:19-22 e Deuteronomio 10:14).
8:7-13 - Paolo avverte che la conoscenza deve essere accompagnata dalla sensibilità verso i deboli, perché mangiare cibo sacrificato agli idoli può indurre un fratello a peccare contro la propria coscienza (vedere anche Romani 14:15 e 1 Corinzi 10:29-30).
8:9-13 - Paolo parla della libertà cristiana, ma sottolinea che la libertà non dovrebbe diventare un ostacolo per chi è debole nella fede. Invita i cristiani a non essere un ostacolo alla crescita spirituale degli altri (cfr. anche Romani 14:21 e 1 Corinzi 10:32).
8:12-13 - L'apostolo Paolo sottolinea la responsabilità morale dei forti di impedire ai deboli di cadere nel peccato. Egli antepone l'amore per la coscienza altrui alla libertà personale (vedi anche 1 Corinzi 10:32-33 e Filippesi 2:4).
Versi relativi a Epistula I ad Corinthios, 8:
1 Corinzi capitolo 8 tratta della libertà e della coscienza cristiana. Come esercitare la libertà senza ferire i fratelli più deboli? Paolo affronta la questione del cibo offerto agli idoli, sottolineando che la conoscenza deve essere bilanciata con l'amore. Mette in guardia contro l’uso egoistico della libertà, incoraggiando la considerazione per gli altri. Il testo stabilisce i principi per affrontare le questioni controverse. Rifletti con noi sui cinque passaggi biblici che si riferiscono ai concetti chiave di questo capitolo impegnativo.
Romani 14:13-14: "Quindi smettiamola di giudicarci a vicenda. Decidiamo invece di non porre inciampo o ostacolo sul cammino del nostro fratello. Come persona che è nel Signore Gesù, sono pienamente convinto che nessun cibo è di per sé impuro, se non per coloro che lo ritengono tale; per lui è impuro." - Questo passaggio dalla Lettera ai Romani affronta il tema della libertà cristiana e della considerazione per i fratelli più deboli, facendo eco alle preoccupazioni di Paolo in 1 Corinzi 8 riguardo al mangiare il cibo offerto agli idoli.
Atti 15:29: "Devi astenerti dal cibo sacrificato agli idoli, dal sangue, dalla carne di animali strangolati e dall'immoralità sessuale. Faresti bene a evitare queste cose. Che tutto vada bene per te." - Questa decisione del Concilio di Gerusalemme fornisce il contesto alla discussione di Paolo in 1 Corinzi 8 sul mangiare il cibo offerto agli idoli.
Colossesi 2:16-17: "Pertanto, non permettete a nessuno di giudicarvi da ciò che mangiate o bevete, o in relazione a qualsiasi festa religiosa o alla celebrazione dei noviluni o dei giorni di sabato. Queste cose sono ombre di cose a venire; la realtà, tuttavia, si trova in Cristo." - Paolo affronta questioni simili in Colossesi, sottolineando la libertà in Cristo, che è rilevante per la discussione in 1 Corinzi 8.
1 Timoteo 4:4-5: "Perché tutto ciò che Dio ha creato è buono, e nulla deve essere rifiutato se viene ricevuto con rendimento di grazie, perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera." - Questo passaggio rafforza l'idea che nessun cibo è impuro di per sé, un principio alla base della discussione di Paolo in 1 Corinzi 8.
Marco 7:18-19: "Disse loro: 'Non riuscite a capire neanche voi? Non ti rendi conto che nulla di ciò che entra nell'uomo dal di fuori può renderlo 'impuro'? Perché non ti entra nel cuore, ma nello stomaco, e poi viene eliminato.' (Dicendo questo, Gesù dichiarò tutti i cibi “puliti”.)" - Gesù dichiara puri tutti i cibi, fornendo una base teologica per la discussione di Paolo sulla libertà di mangiare cibi offerti agli idoli in 1 Corinzi 8.
FAQ:
Cosa dice Paolo riguardo al mangiare cibo sacrificato agli idoli?
Paolo insegna che, sebbene un cristiano sappia che gli idoli non valgono nulla, deve evitare di offendere la coscienza di coloro che sono più deboli, i quali potrebbero considerare questo un peccato. (1 Corinzi 8:4-13)
In che modo la conoscenza dovrebbe essere bilanciata dall'amore per quanto riguarda il cibo sacrificato agli idoli?
Paolo insegna che la conoscenza senza amore può danneggiare i fratelli e le sorelle deboli nella fede. L'amore deve essere il fondamento di ogni azione cristiana, incluso l'uso della libertà. (1 Corinzi 8:1-3)
Cosa significa essere "deboli nella fede" in 1 Corinzi 8?
Essere "deboli nella fede" si riferisce a coloro che, a causa di una mancanza di conoscenza o di comprensione, possono considerare peccaminose certe pratiche, come mangiare carne sacrificata agli idoli. (1 Corinzi 8:7)
Come dovrebbe un cristiano affrontare la libertà in Cristo, secondo Paolo?
Paolo insegna che la libertà in Cristo deve essere esercitata responsabilmente, tenendo sempre in considerazione il benessere degli altri e senza causare debolezza ai nostri fratelli e sorelle. (1 Corinzi 8:9-13)
Cosa dice Paolo degli idoli e della vera libertà in Cristo?
Paolo afferma che gli idoli non hanno alcun valore reale, ma ciononostante la libertà cristiana deve essere esercitata in modo da edificare gli altri e non causare scandalo. (1 Corinzi 8:4-6)