1. οὕτως λέγει κύριος ποῖον τὸ βιβλίον τοῦ ἀποστασίου τῆς μητρὸς ὑμῶν ᾧ ἐξαπέστειλα αὐτήν ἢ τίνι ὑπόχρεῳ πέπρακα ὑμᾶς ἰδοὺ ταῖς ἁμαρτίαις ὑμῶν ἐπράθητε καὶ ταῖς ἀνομίαις ὑμῶν ἐξαπέστειλα τὴν μητέρα ὑμῶν
2. τί ὅτι ἦλθον καὶ οὐκ ἦν ἄνθρωπος ἐκάλεσα καὶ οὐκ ἦν ὁ ὑπακούων μὴ οὐκ ἰσχύει ἡ χείρ μου τοῦ ῥύσασθαι ἢ οὐκ ἰσχύω τοῦ ἐξελέσθαι ἰδοὺ τῇ ἀπειλῇ μου ἐξερημώσω τὴν θάλασσαν καὶ θήσω ποταμοὺς ἐρήμους καὶ ξηρανθήσονται οἱ ἰχθύες αὐτῶν ἀπὸ τοῦ μὴ εἶναι ὕδωρ καὶ ἀποθανοῦνται ἐν δίψει
3. καὶ ἐνδύσω τὸν οὐρανὸν σκότος καὶ θήσω ὡς σάκκον τὸ περιβόλαιον αὐτοῦ
4. κύριος δίδωσίν μοι γλῶσσαν παιδείας τοῦ γνῶναι ἐν καιρῷ ἡνίκα δεῖ εἰπεῖν λόγον ἔθηκέν μοι πρωί προσέθηκέν μοι ὠτίον ἀκούειν
5. καὶ ἡ παιδεία κυρίου ἀνοίγει μου τὰ ὦτα ἐγὼ δὲ οὐκ ἀπειθῶ οὐδὲ ἀντιλέγω
6. τὸν νῶτόν μου δέδωκα εἰς μάστιγας τὰς δὲ σιαγόνας μου εἰς ῥαπίσματα τὸ δὲ πρόσωπόν μου οὐκ ἀπέστρεψα ἀπὸ αἰσχύνης ἐμπτυσμάτων
7. καὶ κύριος βοηθός μου ἐγενήθη διὰ τοῦτο οὐκ ἐνετράπην ἀλλὰ ἔθηκα τὸ πρόσωπόν μου ὡς στερεὰν πέτραν καὶ ἔγνων ὅτι οὐ μὴ αἰσχυνθῶ
8. ὅτι ἐγγίζει ὁ δικαιώσας με τίς ὁ κρινόμενός μοι ἀντιστήτω μοι ἅμα καὶ τίς ὁ κρινόμενός μοι ἐγγισάτω μοι
9. ἰδοὺ κύριος βοηθεῖ μοι τίς κακώσει με ἰδοὺ πάντες ὑμεῖς ὡς ἱμάτιον παλαιωθήσεσθε καὶ ὡς σὴς καταφάγεται ὑμᾶς
10. τίς ἐν ὑμῖν ὁ φοβούμενος τὸν κύριον ἀκουσάτω τῆς φωνῆς τοῦ παιδὸς αὐτοῦ οἱ πορευόμενοι ἐν σκότει οὐκ ἔστιν αὐτοῖς φῶς πεποίθατε ἐπὶ τῷ ὀνόματι κυρίου καὶ ἀντιστηρίσασθε ἐπὶ τῷ θεῷ
11. ἰδοὺ πάντες ὑμεῖς πῦρ καίετε καὶ κατισχύετε φλόγα πορεύεσθε τῷ φωτὶ τοῦ πυρὸς ὑμῶν καὶ τῇ φλογί ᾗ ἐξεκαύσατε δι’ ἐμὲ ἐγένετο ταῦτα ὑμῖν ἐν λύπῃ κοιμηθήσεσθε
Note a piè di pagina:
50:1-2 - Dio rimprovera il Suo popolo, affermando che il loro allontanamento è il risultato della loro malvagità, non dell'assenza di Dio. Ciò sottolinea la responsabilità umana per il loro allontanamento da Dio (vedere anche Geremia 2:13 e Osea 4:6).
50:4-5 - Il Servo del Signore è descritto come colui che ascolta e pronuncia parole di conforto. È un modello di obbedienza e sottomissione alla volontà di Dio (cfr. anche Giovanni 12:49-50 e Filippesi 2:8).
50:6 - Il Servo accetta la sofferenza con coraggio e sottomissione, prefigurando la passione di Cristo. Ciò sottolinea l'importanza del sacrificio nel piano della redenzione (cfr anche Matteo 26,67 e 1 Pietro 2,23-24).
50:7-9 - La fiducia del Servo nell’aiuto divino riflette la certezza che Dio giustifica e sostiene coloro che confidano in Lui (vedere anche Salmo 118:6-7 e Romani 8:31-34).
50:10:00 - Dio chiama coloro che camminano nelle tenebre a confidare nel Suo nome e a dipendere dalla Sua luce, dimostrando che la fede è essenziale nelle avversità (vedere anche Salmo 23:4 e Giovanni 12:46).
Versi relativi a Isaías, 50:
Isaia capitolo 50 presenta l'obbedienza del Servo del Signore. Come affronta il Messia il rifiuto? Questo testo profetico raffigura la sottomissione del Servo di fronte alla sofferenza, prefigurando la passione di Cristo. Il capitolo affronta anche l'infedeltà di Israele e invita alla fiducia in Dio. Isaia 50 affronta temi come l'obbedienza, la fiducia nel mezzo delle prove e l'imminente conferma divina. Scava più a fondo con noi in cinque passaggi biblici che chiariscono i temi profondi di questo capitolo impegnativo.
Marco 14:65: "Alcuni cominciarono a sputargli addosso; Lo bendarono e, prendendolo a pugni, dissero: 'Profetizza!' E le guardie lo portarono via, picchiandolo." - Il trattamento ricevuto da Gesù riecheggia la profezia contenuta in Isaia 50:6 riguardo al servo che offre la schiena per essere flagellato e la faccia perché gli sputi.
Romani 8:33-34: "Chi accuserà gli eletti di Dio? È Dio che li giustifica. Chi li condannerà? È stato Cristo Gesù a morire; e inoltre che è risorto ed è alla destra di Dio e intercede anche per noi." - Questo passaggio riflette i temi di Isaia 50:8-9, dove il servitore di Dio confida nella sua rivendicazione.
Matteo 26:39: "Andando un po' oltre, si prostrò con la faccia a terra e pregò: «Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; Però non come voglio io, ma come vuoi tu»." - L'obbedienza di Gesù riflette l'atteggiamento del servo di Isaia 50:5, che non si ribella né si allontana.
Giovanni 8:29: "Colui che mi ha mandato è con me; non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre ciò che gli piace." - Questa affermazione di Gesù fa eco a Isaia 50:7-9, dove il servo confida nell'aiuto di Dio.
Ebrei 12:2: "Tenendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e perfezionatore della nostra fede. Per la gioia che gli era posta davanti, sopportò la croce, disprezzando l'ignominia, e si è seduto alla destra del trono di Dio." - Questo versetto riflette l’atteggiamento del servo di Isaia 50:7, che affronta la sofferenza con determinazione, confidando in Dio.
FAQ:
Cosa dice Isaia 50 sulla sofferenza del Servo del Signore?
Isaia 50 descrive il Servo del Signore come colui che soffre ed è disprezzato, ma che confida in Dio per la sua vendetta e salvezza. (Isaia 50:4-7)
Cosa significa l'espressione "un volto come la selce" in Isaia 50?
L'espressione indica la perseveranza del Servo nel compiere la volontà di Dio, senza lasciarsi scoraggiare dalle avversità o dalle umiliazioni. (Isaia 50:7)
In che modo il Servo del Signore affronta il rifiuto in Isaia 50?
Il Servo viene rifiutato, ma si fida completamente di Dio, sapendo che la sua missione è in linea con la volontà di Dio. (Isaia 50:6-7)
Cosa insegna Isaia 50 sulla fedeltà di Dio?
Isaia 50 rivela che Dio non abbandona mai i Suoi servi, nemmeno nella sofferenza, e che è fedele nel rivendicare e salvare coloro che Lo seguono. (Isaia 50:8-9)
Cosa significa fidarsi di Dio, secondo Isaia 50?
Confidare in Dio significa dipendere da Lui in ogni circostanza, sapendo che Egli è il giudice giusto e il Salvatore di coloro che lo cercano. (Isaia 50:10)