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Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge? (Romani 2, 23)
Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria, perché dunque sono ancora giudicato come peccatore? (Romani 3, 7)
Perché non dovremmo fare il male affinché venga il bene, come alcuni - la cui condanna è ben giusta - ci calunniano, dicendo che noi lo affermiamo? (Romani 3, 8)
Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; (Romani 3, 21)
Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge. (Romani 3, 28)
Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere: (Romani 4, 6)
Non infatti in virtù della legge fu data ad Abramo o alla sua discendenza la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede; (Romani 4, 13)
Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi. (Romani 4, 16)
Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. (Romani 4, 18)
Egli non vacillò nella fede, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara. (Romani 4, 19)
E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata (Romani 5, 3)
sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. (Romani 6, 9)