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Or avvenne che, quando Dio mi fece errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo devi dire di me: E' mio fratello!". (Genesi 20, 13)
Il bambino crebbe e fu slattato e Abramo fece un grande convivio il giorno in cui Isacco fu divezzato. (Genesi 21, 8)
Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della serva, perché è tua discendenza". (Genesi 21, 13)
Dio fu col ragazzo che crebbe, abitò nel deserto e divenne un arciere. (Genesi 21, 20)
Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché ivi fecero giuramento ambedue. (Genesi 21, 31)
Poi Abramo piantò un tamerice in Bersabea, ivi invocò il nome del Signore, Dio eterno, (Genesi 21, 33)
Riprese: "Su, prendi tuo figlio, il tuo diletto che tu ami, Isacco, e va' nel territorio di Moria, e offrilo ivi in olocausto su di un monte che io ti dirò!". (Genesi 22, 2)
Isacco si rivolse a suo padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio!". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?". (Genesi 22, 7)
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva detto e ivi Abramo edificò l'altare, vi depose la legna, legò Isacco suo figlio e lo depose sull'altare sopra la legna. (Genesi 22, 9)
Or Efron era presente in mezzo agli Hittiti. Rispose dunque Efron l'hittita ad Abramo, mentre lo udivano gli Hittiti, tutti coloro che entravano per la porta della sua città, e disse: "Prego, (Genesi 23, 10)
e parlò a Efron, mentre lo udiva il popolo del paese, e disse: "Se proprio tu, di grazia, mi ascolti, io ti do il prezzo del campo; accettalo da me, così io seppellirò il mio morto". (Genesi 23, 13)
Allora Abramo accedette alla richiesta di Efron e pesò ad Efron il prezzo che egli aveva detto, mentre lo udivano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d'argento, di moneta corrente tra chi gira. (Genesi 23, 16)