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Davide salvò tutto quello che Amalek aveva preso, anche le sue due mogli. (Samuele 1 30, 18)
a quelli di Betel, a quelli di Rama nel Negheb, a quelli di Iattìr; (Samuele 1 30, 27)
Poi, prese le loro ossa, le seppellirono sotto il tamarisco a Iabes e fecero digiuno per sette giorni. (Samuele 1 31, 13)
Dopo la morte di Saul, Davide ritornò dalla strage di Amalek e rimase a Ziklàg due giorni. (Samuele 2 1, 1)
Mi domandò: "Chi sei?". Gli risposi: "Sono un amalecita". (Samuele 2 1, 8)
Poi Davide domandò al giovane che l'informava: "Di dove sei?". Rispose: "Sono figlio di uno straniero amalecita". (Samuele 2 1, 13)
Saul e Gionata, amabili e deliziosi, né in vita né in morte furono separati. Erano più veloci delle aquile, più arditi dei leoni. (Samuele 2 1, 23)
Ognuno afferrò il suo avversario per la testa e conficcò la spada nel fianco dell'altro. Così caddero insieme e quel luogo fu chiamato Campo dei Fianchi: si trova a Gabaon. (Samuele 2 2, 16)
Allora Abner gridò a Ioab: "La spada dovrà forse infierire senza fine? Non sai che il risultato non sarà che amarezza? Fino a quando non dirai al popolo di smettere d'inseguire i propri fratelli?". (Samuele 2 2, 26)
Il figlio di Saul aveva due uomini capibanda: il primo si chiamava Baanà e l'altro Recàb, figli di Rimmòn di Beeròt dei Beniaminiti, poiché anche Beeròt è annoverata in Beniamino, (Samuele 2 4, 2)
Gionata, figlio di Saul, aveva un bambino con i piedi storpi. Aveva cinque anni quando giunse da Izreèl la notizia di Saul e Gionata. La sua nutrice lo prese e fuggì, ma, mentre si affrettava a fuggire, egli cadde e diventò zoppo. Si chiamava Merib-Baal. (Samuele 2 4, 4)
Elisamà, Eliadà ed Elifèlet. (Samuele 2 5, 16)