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essendo questi i giorni nei quali gli Ebrei ebbero pace dai loro nemici, e questo il mese in cui la loro sorte cambiò dall'angoscia alla gioia, dal lutto alla festa, diventando questi giorni di festino e di gaudio, di scambio di doni e di offerte ai poveri. (Ester 9, 22)
Ma quando la regina Ester fu entrata alla presenza del re, egli ordinò con uno scritto che la malvagità che Aman aveva tramato contro gli Ebrei ricadesse sul suo capo e fece impiccare lui e i suoi figli al patibolo. (Ester 9, 25)
Però un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra di essi venne anche satana. (Giobbe 1, 6)
Il Signore disse a satana: "Ecco, tutto ciò che è suo, è in tuo potere; però non portare la tua mano sulla sua persona". E satana si ritirò dalla presenza del Signore. (Giobbe 1, 12)
Avvenne che un giorno i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore; fra essi venne anche satana per presentarsi davanti al Signore. (Giobbe 2, 1)
Il Signore replicò a satana: "Hai fatto attenzione al mio servo Giobbe? Sulla terra non c'è un altro come lui: uomo integro e retto, timorato di Dio e alieno dal male. Egli persevera ancora nella sua integrità e senza ragione tu mi hai eccitato contro di lui per rovinarlo". (Giobbe 2, 3)
Allontanatosi dalla presenza del Signore, satana colpì Giobbe di un'ulcera maligna dalla pianta dei piedi fino in cima al capo. (Giobbe 2, 7)
Ma egli rispose: "Parli come un'insensata! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?". In tutto questo Giobbe non peccò con la sua bocca. (Giobbe 2, 10)
Perché non sono morto sin dal seno materno, e non sono spirato appena uscito dal grembo? (Giobbe 3, 11)
I prigionieri stanno tranquilli insieme a loro, senza udire più la voce dell'aguzzino. (Giobbe 3, 18)
Dall'alba alla sera sono ridotti in polvere, senza che nessuno lo avverta, periscono per sempre. (Giobbe 4, 20)
Non sono forse già strappate le corde della loro tenda e muoiono senza sapere come?". (Giobbe 4, 21)