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Infatti fu preparata una tenda, la prima, nella quale vi erano il candelabro e la tavola e i pani esposti, la quale è detta il "santo". (Ebrei 9, 2)
la quale è parabola del tempo presente. Secondo essa si offrono doni e sacrifici che non possono rendere perfetto secondo coscienza l'adoratore, (Ebrei 9, 9)
né mediante sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue è entrato nel santuario una volta per tutte, perché ha trovato un riscatto eterno. (Ebrei 9, 12)
Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mano d'uomo, antitipo del vero, ma nel cielo stesso, allo scopo di presentarsi ora davanti alla faccia di Dio per noi, (Ebrei 9, 24)
Perciò, entrando nel mondo dice: Non hai voluto sacrificio, né oblazione, ma tu mi hai preparato un corpo. (Ebrei 10, 5)
Avendo dunque, o fratelli, la confidenza di entrare nel santuario, nel sangue di Gesù, (Ebrei 10, 19)
via che egli ha inaugurata per noi nuova e vivente attraverso il velo, cioè la sua carne, (Ebrei 10, 20)
La fede è garanzia delle cose sperate, prova per le realtà che non si vedono. (Ebrei 11, 1)
Senza fede è impossibile piacere a Dio. Chi si avvicina a Dio deve credere che egli esiste ed è rimuneratore per quelli che lo cercano. (Ebrei 11, 6)
Ora invece essi aspirano a una patria migliore, e cioè alla celeste. Perciò Dio non ha vergogna di essere chiamato il loro Dio. Infatti egli ha preparato loro una città. (Ebrei 11, 16)
preferendo essere maltrattato col popolo di Dio, piuttosto che avere un godimento passeggero di peccato, (Ebrei 11, 25)
Per la fede Raab, la meretrice, non perì insieme con quelli che furono disobbedienti, avendo accolto con pace gli esploratori. (Ebrei 11, 31)