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Tieni sgombro il tuo cuore dalla malinconia, e tieni lontano il dolore da te, perché giovinezza e adolescenza sono un soffio. (Qoelet (Ecclesiaste) 11, 10)
Vergine miele stillano le tue labbra, sposa, miele e latte sotto la tua lingua e la fragranza delle tue vesti è come la fragranza del Libano. (Cantico dei Cantici 4, 11)
Déstati, aquilone, entra, austro: soffia sul mio giardino, stillino i suoi aromi! Entri il mio Diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti più squisiti! (Cantico dei Cantici 4, 16)
Le sue mani sono cilindri d'oro, tempestate di gemme di Tarsis; il suo ventre un blocco d'avorio incrostato di zaffiri. (Cantico dei Cantici 5, 14)
Guardatevi dunque dall'inutile mormorazione, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta andrà a vuoto, una bocca menzognera uccide l'anima. (Sapienza 1, 11)
perché la sapienza aprì la bocca dei muti e sciolse la lingua dei fanciulli. (Sapienza 10, 21)
Dapprima lo farà camminare per vie tortuose, mettendogli addosso paura e trepidazione, lo tormenterà con la sua disciplina; prima di affidarsi a lui lo metterà alla prova con i suoi decreti; (Siracide 4, 17)
perché nella parola si riconosce la sapienza e l'istruzione nel detto della lingua. (Siracide 4, 24)
Non essere temerario con la lingua e poi pigro e inerte nelle opere. (Siracide 4, 29)
Gloria e disonore nel modo di parlare: l'uomo cade per la sua lingua. (Siracide 5, 13)
Non farti la fama di maldicente e non insidiare con la tua lingua, perché se c'è vergogna per il ladro, c'è amara condanna per il simulatore. (Siracide 5, 14)
Il parlare dolce moltiplica gli amici e la lingua affabile trova accoglienza. (Siracide 6, 5)