Talált 1905 Eredmények: Figlio Prodigo
La mandò per mezzo di Eleasà, figlio di Safàn, e di Ghemarìa, figlio di Chelkia, che Sedecia, re di Giuda, inviava a Nabucodònosor, re di Babilonia, in Babilonia. Essa diceva: (Geremia 29, 3)
Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele, ad Acab, figlio di Kolaià, e a Sedecia, figlio di Maasià, che vi profetizzano menzogna nel mio nome: Ecco, io li do in potere di Nabucodònosor, re di Babilonia, e li ucciderà sotto i vostri occhi. (Geremia 29, 21)
"Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Tu hai mandato a tuo nome lettere a tutto il popolo che è in Gerusalemme, al sacerdote Sofonia, figlio di Maasià, e a tutti i sacerdoti dicendo: (Geremia 29, 25)
E', dunque, un figlio prezioso per me Efraim, o un bimbo delizioso, ché ogni volta che parlo contro di lui lo ricordo sempre teneramente? Per questo si commuovono le mie viscere per lui, ho di lui grande compassione!". Oracolo del Signore. (Geremia 31, 20)
Ecco Canamèl, figlio di Sallùm, tuo zio, sta venendo verso di te per dirti: "Comprati il mio campo che è in Anatòt, poiché a te spetta il diritto di riscatto per acquistarlo"". (Geremia 32, 7)
Entrò dunque da me nel cortile della guardia Canamèl, figlio di mio zio, secondo la parola del Signore, e mi disse: "Compra il mio campo che è in Anatòt, poiché a te spetta il diritto di eredità e a te il riscatto: compratelo!". Io compresi che questa era la parola del Signore. (Geremia 32, 8)
Allora comprai il campo di Canamèl, figlio di mio zio, che è in Anatòt e gli pesai il denaro: diciassette sicli d'argento. (Geremia 32, 9)
e consegnai il libro dell'acquisto a Baruc, figlio di Neria, figlio di Macsia, sotto gli occhi di Canamèl, figlio di mio zio, e sotto gli occhi dei testimoni che avevano firmato il libro dell'acquisto, sotto gli occhi di tutti i Giudei che stavano seduti nel cortile della guardia. (Geremia 32, 12)
Dopo che ebbi consegnato il libro di acquisto a Baruc, figlio di Neria, pregai il Signore: (Geremia 32, 16)
allora cesserebbe anche la mia alleanza con Davide, mio servo, cosicché non ci sia per lui un figlio che regni sul suo trono, e anche con i leviti sacerdoti miei ministri. (Geremia 33, 21)
Questa è la parola che fu rivolta a Geremia da parte del Signore ai giorni di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda, in questi termini: (Geremia 35, 1)
Presi allora Iazanià, figlio di Geremia, figlio di Cabassinià, e suo fratello con tutti i suoi figli e tutta la casa dei Recabiti. (Geremia 35, 3)