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I sette giorni stavano per compiersi, quando i Giudei dell'Asia, avendolo visto nel tempio, misero in subbuglio tutta la folla e posero le mani su di lui, (Atti degli Apostoli 21, 27)
Ma tra la folla chi gridava una cosa, chi un'altra; e non riuscendo egli per il tumulto a capire con certezza di che si trattava, comandò che fosse condotto nella caserma. (Atti degli Apostoli 21, 34)
Ottenuto il permesso, Paolo, stando sui gradini, fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un gran silenzio, parlò in lingua ebraica dicendo: (Atti degli Apostoli 21, 40)
Udendo che parlava loro in ebraico, il silenzio si fece ancora più grande. Ed egli continuò: (Atti degli Apostoli 22, 2)
Io ho perseguitato a morte questa Via, mettendo in catene e gettando in prigione uomini e donne, (Atti degli Apostoli 22, 4)
Ma poiché non potevo più vedere per lo splendore di quella luce, fui condotto per mano dai miei compagni di viaggio e giunsi a Damasco. (Atti degli Apostoli 22, 11)
poiché tu renderai testimonianza a suo favore presso tutti gli uomini di ciò che hai visto e udito. (Atti degli Apostoli 22, 15)
Allora il tribuno fece condurre Paolo nella caserma, ordinando di interrogarlo ricorrendo alla flagellazione, per sapere per quale motivo gli gridassero contro a quel modo. (Atti degli Apostoli 22, 24)
Udito ciò, il centurione si avvicinò al tribuno per avvertirlo dicendo: "Che cosa stai per fare? Quest'uomo è romano!". (Atti degli Apostoli 22, 26)
E subito si allontanarono da lui quelli che stavano per interrogarlo. Anche il tribuno si intimorì, avendo saputo che era romano, poiché lo aveva fatto legare. (Atti degli Apostoli 22, 29)
Il giorno dopo, volendo sapere con certezza di che cosa i Giudei lo accusavano, gli tolse le catene e ordinò che si radunassero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio. Poi fece condurre Paolo e lo presentò a loro. (Atti degli Apostoli 22, 30)
Vi fu un gran gridare. Alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono a battagliare dicendo: "Non troviamo alcun male in quest'uomo: e se uno spirito gli avesse parlato, oppure un angelo?". (Atti degli Apostoli 23, 9)