Talált 1150 Eredmények: Że
Hai consegnato le loro donne alla rapina, le loro figlie alla deportazione e tutte le loro spoglie alla distribuzione tra i figli da te prediletti, poiché essi bruciando di zelo per te detestarono la profanazione del loro sangue e ti invocarono chiamandoti in aiuto. Dio, Dio mio, ascolta anche me che sono vedova! (Giuditta 9, 4)
Nel giorno settimo, quando il cuore del re era esilarato dal vino, disse a Meumàn, a Bizzetà, a Carbonà, a Bigtà, ad Abagtà, a Zetàr e a Carcas, i sette eunuchi che erano adibiti al servizio del re Assuero, (Ester 1, 10)
I ministri del re, adibiti alla sua persona, dissero: "Si cerchino ragazze vergini e di bell'aspetto per il re; (Ester 2, 2)
il re incarichi alcuni funzionari in ogni provincia del suo regno ed essi raccolgano tutte le ragazze vergini di bell'aspetto nella cittadella di Susa, nel gineceo affidato a Egeo, eunuco del re, custode delle donne, e vengano dati alle ragazze i cosmetici. (Ester 2, 3)
Quando si conobbe l'editto del re e il suo ordine, vennero radunate nella cittadella di Susa molte ragazze, sotto l'autorità di Egeo. Anche Ester fu condotta alla casa del re sotto l'autorità di Egeo, custode delle donne. (Ester 2, 8)
Tutto Israele gridò con tutte le sue forze, perché la morte era davanti ai loro occhi. (Ester 4, 17)
Tuttavia Aman si dominò, andò a casa sua e fece chiamare i suoi fedeli e Zeres, sua moglie, (Ester 5, 10)
La moglie Zeres e i suoi fedeli gli dissero: "Si faccia un patibolo alto cinquanta cubiti e domattina parlane al re e vi si impicchi Mardocheo; va' poi contento al banchetto con il re". Piacque la cosa ad Aman e fu preparato il patibolo. (Ester 5, 14)
raccontò a Zeres, sua moglie, e ai suoi fedeli tutto quello che era successo. I suoi saggi e Zeres, sua moglie, gli dissero: "Se Mardocheo, davanti a cui hai cominciato ad abbassarti, è della stirpe degli Ebrei, non potrai resistergli, ma tu cadrai davanti a lui". (Ester 6, 13)
giunse un messaggero da Giobbe e disse: "Mentre i buoi stavano arando e le asine erano al pascolo nelle vicinanze, (Giobbe 1, 14)
Laggiù i malvagi cessano di agitarsi e là riposano gli sfiniti di forze. (Giobbe 3, 17)
Sarebbe per me un conforto, salterei di gioia nell'angoscia senza pietà, per non aver rinnegato le sentenze del Santo. (Giobbe 6, 10)