Löydetty 3550 Tulokset: Dei
I sacerdoti prendono le vesti dei loro dèi e ne rivestono le proprie mogli e i propri figli. (Baruc 6, 32)
Come, dunque, si può ammettere e dichiarare che sono dèi? (Baruc 6, 39)
Finanche dagli stessi Caldei essi sono disonorati, poiché quando vedono un muto che non può parlare, lo presentano a Bel e pregano che lo faccia parlare, come se questi potesse sentire: (Baruc 6, 40)
Tutto ciò che avviene attorno ad essi è menzogna: dunque, come si può ammettere e dichiarare che sono dèi? (Baruc 6, 44)
Coloro che li lavorano non diventano longevi: come potrebbero essere dèi le cose lavorate da essi? (Baruc 6, 46)
Come, dunque, non si comprende che non sono dèi coloro che non salvano se stessi dalla guerra né dalle calamità? (Baruc 6, 49)
Dopo ciò si conoscerà che gli dèi di legno, indorati e inargentati, sono una menzogna; a tutte le genti e ai re sarà chiaro che non sono dèi, ma opera delle mani dell'uomo e che in essi non c'è opera divina. (Baruc 6, 50)
A chi non sarà noto che essi non sono dèi? (Baruc 6, 51)
Quando, infatti, si attacca il fuoco nella casa degli dèi di legno o indorati e inargentati, i loro sacerdoti fuggono e si mettono in salvo, mentre essi come travi bruciano là in mezzo. (Baruc 6, 54)
Come, dunque, si può ammettere e pensare che sono dèi? (Baruc 6, 56)
Né dai ladri né dai briganti possono salvarsi gli dèi di legno indorati e inargentati, cui gli audaci portano via l'oro e l'argento e la veste che li ricopre e se ne fuggono: non possono aiutare neppure se stessi. (Baruc 6, 57)
Perciò è meglio un re che mostra la propria forza, ovvero un vaso utile in casa, di cui si serve chi l'ha fatto, anziché tali falsi dèi; oppure la porta di una casa che protegga quanto è in essa, anziché tali falsi dèi; oppure una colonna di legno nella reggia anziché questi falsi dèi. (Baruc 6, 58)