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«Non credi tu - aggiunse il re - che Bel sia un dio vivo? Non vedi quanto beve e mangia ogni giorno?». (Daniele 14, 6)
Daniele rispose: «Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago». (Daniele 14, 25)
Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella volta non fu dato loro niente perché divorassero Daniele. (Daniele 14, 32)
L'angelo del Signore gli disse: «Porta questo cibo a Daniele in Babilonia nella fossa dei leoni». (Daniele 14, 34)
Ma Abacuc rispose: «Signore, Babilonia non l'ho mai vista e la fossa non la conosco». (Daniele 14, 35)
Allora l'angelo del Signore lo prese per i capelli e con la velocità del vento lo trasportò in Babilonia e lo posò sull'orlo della fossa dei leoni. (Daniele 14, 36)
Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e giunto alla fossa guardò e vide Daniele seduto. (Daniele 14, 40)
Allora esclamò ad alta voce: «Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c'è altro dio all'infuori di te!». (Daniele 14, 41)
Parola del Signore rivolta a Osea figlio di Beerì, al tempo di Ozia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboàmo figlio di Ioas, re d'Israele. (Osea 1, 1)
Quando il Signore cominciò a parlare a Osea, gli disse: «Và, prenditi in moglie una prostituta e abbi figli di prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi allontanandosi dal Signore». (Osea 1, 2)
E il Signore disse a Osea: «Chiamalo Izreèl, perché tra poco vendicherò il sangue di Izreèl sulla casa di Ieu e porrò fine al regno della casa d'Israele. (Osea 1, 4)
In quel giorno io spezzerò l'arco d'Israele nella valle di Izreèl». (Osea 1, 5)