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Perciò, signore sovrano, non trascurare le sue parole, ma conservale nel tuo cuore perché sono vere: realmente il nostro popolo non è punito e la spada non prevale contro di esso se non quando ha peccato contro il suo Dio. (Giuditta 11, 10)
Ora, perché il mio signore non venga sconfitto senza poter fare nulla, la morte si avventerà contro di loro: infatti si è impossessato di loro il peccato, con il quale provocano l'ira del loro Dio ogni volta che compiono ciò che non è lecito fare. (Giuditta 11, 11)
Viva dunque il Signore, che mi ha protetto nella mia impresa, perché costui si è lasciato ingannare dal mio volto a sua rovina, ma non ha commesso peccato con me, a mia contaminazione e vergogna". (Giuditta 13, 16)
Quando l'ebbero sollevato, si gettò ai piedi di Giuditta pieno di riverenza per la sua persona e disse: "Benedetta sei tu in ogni tenda di Giuda e tra tutti i popoli: quanti udranno il tuo nome saranno presi da terrore. (Giuditta 14, 7)
che era stato deportato da Gerusalemme fra quelli condotti in esilio con Ieconia, re di Giuda, da Nabucodònosor, re di Babilonia. (Ester 2, 6)
Quando avevano compiuto il turno dei giorni del banchetto, Giobbe li mandava a chiamare per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva olocausti per ognuno di loro. Giobbe infatti pensava: "Forse i miei figli hanno peccato e hanno maledetto Dio nel loro cuore". Così era solito fare Giobbe ogni volta. (Giobbe 1, 5)
Se ho peccato, che cosa ho fatto a te, o custode dell'uomo? Perché mi hai preso a bersaglio e sono diventato un peso per me? (Giobbe 7, 20)
Perché non cancelli il mio peccato e non dimentichi la mia colpa? Ben presto giacerò nella polvere e, se mi cercherai, io non ci sarò!". (Giobbe 7, 21)
Se i tuoi figli hanno peccato contro di lui, li ha abbandonati in balìa delle loro colpe. (Giobbe 8, 4)
perché tu debba scrutare la mia colpa ed esaminare il mio peccato, (Giobbe 10, 6)
Quante sono le mie colpe e i miei peccati? Fammi conoscere il mio delitto e il mio peccato. (Giobbe 13, 23)
Mentre ora tu conti i miei passi, non spieresti più il mio peccato: (Giobbe 14, 16)