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Come le porte vengono rafforzate da ogni parte su di uno che si è reso reo davanti al re e che, quindi, deve essere condotto a morte, così i loro sacerdoti assicurano i loro templi con portoni, serrature e sbarre, perché non vengano derubati dai ladri. (Baruc 6, 17)
Sono come una trave del tempio: il loro interno, come si dice, viene divorato; essi non si avvedono neanche degli animali che strisciano dalla terra e li divorano insieme con le loro vesti. (Baruc 6, 19)
Il loro volto si annerisce per il fumo del tempio. (Baruc 6, 20)
Sul loro corpo e sulla loro testa svolazzano pipistrelli, rondini, uccelli e anche gatti. (Baruc 6, 21)
Donde potete conoscere che non sono dèi. Dunque non abbiate timore di loro. (Baruc 6, 22)
Quanto all'oro che li adorna per bellezza, se qualcuno non ne toglie la ruggine, non riescono a brillare; essi, infatti, neppure quando furono fusi se ne accorsero. (Baruc 6, 23)
Non avendo piedi, quando sono portati sulle spalle mostrano la loro vergogna agli uomini; e perfino i loro servitori per questo arrossiscono, perché, se cadessero per terra, non si rialzerebbero da se stessi. (Baruc 6, 25)
Né, se si pongono diritti, si muoveranno da sé, né se si inclinano potranno raddrizzarsi; come a morti si pongono dinanzi a loro le offerte. (Baruc 6, 26)
Vendendo le vittime loro offerte, i loro sacerdoti ne traggono profitto; similmente le loro mogli le pongono sotto sale per non distribuirle né ai poveri né ai bisognosi. Perfino la mestruata e la puerpera si impadroniscono di tali vittime. (Baruc 6, 27)
Conoscendo, dunque, da ciò che non sono dèi, non abbiate timore di loro. (Baruc 6, 28)
Come, dunque, possono essere chiamati dèi? Infatti le donne imbandiscono la mensa agli dèi d'argento, d'oro e di legno. (Baruc 6, 29)
Nei loro templi i sacerdoti siedono con le vesti stracciate, la testa e le guance rasate, mentre le loro teste sono scoperte. (Baruc 6, 30)