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Abramo pregò Dio, ed egli guarì Abimèlech, sua moglie e le sue ancelle, sì che poterono ancora generare. (Genesi 20, 17)
Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella sua vecchiaia, al tempo che Dio gli aveva detto. (Genesi 21, 2)
Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della serva, perché è tua discendenza". (Genesi 21, 13)
Allora Abramo si levò di mattina presto, prese pane, un otre di acqua e li diede ad Agar, la quale mise tutto sopra le sue spalle; le consegnò pure il ragazzo e la cacciò via. Essa partì, sviandosi per il deserto di Bersabea, (Genesi 21, 14)
e andò a sedersi dirimpetto, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio vedere quando il ragazzo morrà!". E quand'essa si fu seduta dirimpetto, tenendosi lontana, egli alzò la sua voce e pianse. (Genesi 21, 16)
Alzati! Solleva il ragazzo e stringi con la tua mano la sua, perché io ne farò una grande nazione!". (Genesi 21, 18)
Dio fu col ragazzo che crebbe, abitò nel deserto e divenne un arciere. (Genesi 21, 20)
Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto. (Genesi 21, 21)
Ebbene, giurami ora per Dio che tu non ingannerai né me né la mia prole e la mia discendenza; come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e col mio paese, nel quale hai soggiornato da forestiero". (Genesi 21, 23)
Però, ogni volta che Abramo rimproverava Abimèlech per la questione di un pozzo d'acqua che i servi di Abimèlech avevano usurpato, (Genesi 21, 25)
Abimèlech rispondeva: "Io non so chi abbia fatto questa cosa, né tu me ne hai informato né io ne ho sentito parlare se non oggi". (Genesi 21, 26)
Abramo mise poi da parte sette agnelle del gregge, (Genesi 21, 28)