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Alla quarta generazione torneranno qui, perché non è ancora arrivata al colmo l'iniquità degli Amorrei". (Genesi 15, 16)
gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei e i Gebusei". (Genesi 15, 21)
Così, Sarai, moglie di Abram, prese l'egiziana Agar, sua schiava, al termine di dieci anni dal suo soggiorno nella terra di Canaan, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. (Genesi 16, 3)
Abram disse a Sarai: "Ecco, la tua schiava è in tuo potere; falle quello che ti par bene". Sarai allora la maltrattò, sì che quella fuggì dalla sua presenza. (Genesi 16, 6)
La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua, nel deserto, sulla strada di Sur, (Genesi 16, 7)
Le disse ancora l'angelo del Signore: "Moltiplicherò assai la tua discendenza e non la si potrà contare a causa della sua moltitudine". (Genesi 16, 10)
Soggiunse poi ancora l'angelo del Signore: "Eccoti incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione. (Genesi 16, 11)
Allora Agar diede questo nome al Signore che le aveva parlato: "Tu sei il Dio della visione", perché diceva: "Qui dunque ho ancora visto, dopo la mia visione?". (Genesi 16, 13)
Abram aveva novantanove anni quando il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina nella mia presenza e sii integro. (Genesi 17, 1)
"Ecco la mia alleanza con te: tu diventerai padre di una moltitudine di nazioni; (Genesi 17, 4)
e non ti chiamerai più Abram, ma il tuo nome sarà Abramo, perché io ti farò padre di una moltitudine di nazioni. (Genesi 17, 5)
Farò sussistere la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, quale alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. (Genesi 17, 7)