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Il Signore Dio mi aprì l'orecchio e io non sono stato ribelle, non mi sono tirato indietro. (Isaia 50, 5)
Levate i vostri occhi al cielo e guardate la terra di sotto, perché i cieli si dissolveranno come una nube, la terra si logorerà come un vestito e i suoi abitanti periranno come mosche, ma la mia salvezza rimarrà in eterno e la mia giustizia non tramonterà. (Isaia 51, 6)
Quelli che il Signore ha liberato, ritorneranno, arriveranno a Sion acclamando; sul loro capo vi sarà una gioia eterna, giubilo e gioia li accompagnano, afflizione e gemito scompariranno. (Isaia 51, 11)
L'oppresso sarà presto liberato, non morirà nella fossa né gli mancherà il pane. (Isaia 51, 14)
Ridéstati, ridéstati, sorgi, Gerusalemme! Tu che bevesti dalla mano del Signore il calice della sua ira; la coppa della vertigine l'hai bevuta, l'hai vuotata. (Isaia 51, 17)
Queste due cose ti sono capitate: chi ti compatirà? Desolazione e distruzione, fame e spada: chi ti consolerà? (Isaia 51, 19)
Ma ora, che cosa faccio io qui? Oracolo del Signore. Sì, il mio popolo è stato deportato gratuitamente, i suoi tiranni erompono in grida di gioia, oracolo del Signore, e continuamente, ogni giorno il mio nome è disprezzato. (Isaia 52, 5)
Crebbe come un virgulto davanti a lui e come una radice che sbocciava da arida terra. Non aveva figura né splendore per attirare i nostri sguardi, né prestanza, sì da poterlo apprezzare. (Isaia 53, 2)
Ma al Signore piacque stritolarlo con la sofferenza; se offre la sua vita in sacrificio di espiazione, vedrà una discendenza longeva e la volontà del Signore si compirà grazie a lui. (Isaia 53, 10)
Perciò gli darò in eredità le moltitudini, e distribuirà il bottino insieme ai potenti, perché ha offerto se stesso alla morte e fu computato fra i malfattori. Egli invece portò il peccato di molti ed intercedette per i peccatori. (Isaia 53, 12)
Faccio come ai giorni di Noè, quando giurai che le acque di Noè non avrebbero più inondato la terra; così giuro di non adirarmi più contro di te e di non inveire più contro di te. (Isaia 54, 9)
Ogni arma forgiata contro di te fallirà, e tu condannerai ogni lingua che sorga contro di te in giudizio. Questa è la sorte dei servitori del Signore e il loro buon diritto da parte mia. Oracolo del Signore. (Isaia 54, 17)