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"Prendi la cetra, gira per la città, prostituta dimenticata; suona con abilità, moltiplica i canti, perché qualcuno si ricordi di te". (Isaia 23, 16)
È in lutto, languisce la terra; è squallido, languisce il mondo, sono desolati il cielo e gli abitanti della terra. (Isaia 24, 4)
Per questo la maledizione divora la terra, i suoi abitanti ne scontano la pena; per questo si consumano gli abitanti della terra e sono rimasti solo pochi uomini. (Isaia 24, 6)
È cessata la gioia dei tamburelli, è finito il chiasso dei gaudenti, è cessata la gioia della cetra. (Isaia 24, 8)
È distrutta la città del nulla, è chiuso l'ingresso di ogni casa. (Isaia 24, 10)
Nella città è rimasta la desolazione; la porta è stata abbattuta a pezzi. (Isaia 24, 12)
Perché così accadrà nel centro della terra, in mezzo ai popoli, come quando si bacchiano le olive, come quando si racimola, finita la vendemmia. (Isaia 24, 13)
Dagli angoli estremi della terra abbiamo udito il canto: "Gloria al giusto". Ma io dico: "Guai a me! Guai a me! Ohimè!". I perfidi agiscono perfidamente, i perfidi operano con perfidia. (Isaia 24, 16)
Terrore, fossa e laccio ti sovrastano, o abitante della terra. (Isaia 24, 17)
Avverrà che chi fugge al grido di terrore cadrà nella fossa, chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio, poiché cateratte dall'alto si aprono e si scuotono le fondamenta della terra. (Isaia 24, 18)
Avverrà che in quel giorno il Signore punirà in alto l'esercito di lassù e in terra i re della terra. (Isaia 24, 21)
Poiché hai trasformato la città in un mucchio di sassi, la cittadella fortificata in una rovina, la fortezza degli stranieri non è più una città, non si ricostruirà mai più. (Isaia 25, 2)