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Grida di moltitudine sulle montagne, simile a quello di un'immensa folla! Grida tumultuose dei regni, delle nazioni radunate! Il Signore degli eserciti passa in rivista l'esercito di guerra. (Isaia 13, 4)
Vengono da un paese lontano, dai confini dei cieli, il Signore e gli strumenti della sua collera per distruggere tutto il paese. (Isaia 13, 5)
Perciò tutte le mani s'infiacchiscono, e ogni cuore umano si strugge. (Isaia 13, 7)
Punirò il male sulla terra e i malvagi per la loro iniquità, metterò fine all'orgoglio dei presuntuosi e umilierò l'alterigia dei tiranni. (Isaia 13, 11)
Gemi, o porta, urla, o città, trema, Filistea tutta quanta! Poiché dal settentrione arriva un fumo, e nessuno si sbanda nelle sue schiere". (Isaia 14, 31)
Chesbòn ed Elealè urlano, il loro grido è inteso fino a Iàaz. Per questo i fianchi di Moab fremono; la sua anima tumultua in lui. (Isaia 15, 4)
Sì, le acque di Dimòn sono piene di sangue, eppure io aumenterò i mali di Dimòn, un leone per gli scampati di Moab e per quelli che rimangono nel paese. (Isaia 15, 9)
ma ora il Signore dichiara: "In tre anni, come quelli di un salariato, sarà disprezzata la gloria di Moab con tutta la sua numerosa moltitudine. Ciò che rimarrà sarà un piccolo numero, insignificante". (Isaia 16, 14)
Oracolo su Damasco. Ecco, Damasco cesserà di essere una città e diventerà un cumulo di rovine. (Isaia 17, 1)
In quel giorno la gloria di Giacobbe sfumerà e il grasso della sua carne sarà ridotto. (Isaia 17, 4)
Guai, un tumulto di popoli numerosi, tumultuanti come il tumulto dei mari, rumore di popoli come il rumore travolgente di acque potenti. (Isaia 17, 12)
I popoli rumoreggiano come il rumore di grandi acque, ma egli le minaccia e fuggono lontano, sospinte come la pula dei monti di fronte al vento, e come il vortice davanti al turbine. (Isaia 17, 13)