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Non si staccarono però dal peccato della casa di Geroboamo, che questi aveva fatto commettere ad Israele, ma camminarono in esso; persino il palo sacro rimase in piedi a Samaria. (Re 2 13, 6)
Imitò la condotta dei re d'Israele e fece persino bruciare suo figlio, secondo le usanze abominevoli delle genti che il Signore aveva cacciato davanti ai figli d'Israele. (Re 2 16, 3)
Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore e imitò la condotta del suo antenato Davide senza deviare a destra o a sinistra. (Re 2 22, 2)
Radunò tutti i sacerdoti dalle città di Giuda e profanò le alture su cui si era bruciato incenso, da Gabaa fino a Bersabea. Abbatté inoltre l'altura dei satiri, che si trovava all'ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, a sinistra di chi entra per la porta della città. (Re 2 23, 8)
l'Eveo, l'Archita, il Sineo, (Cronache 1 1, 15)
Catturarono così gli armenti degli Agareni: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini e centomila persone, (Cronache 1 5, 21)
I figli di Merari, loro colleghi, che stavano alla sinistra, erano Etan, figlio di Kisi, figlio di Abdi, figlio di Malluch, (Cronache 1 6, 29)
usavano l'arco e si servivano della mano destra e della sinistra per lanciare pietre e per tirare frecce con l'arco; erano della tribù di Beniamino, fratelli di Saul: (Cronache 1 12, 2)
Della mezza tribù di Manasse: diciottomila, designati singolarmente per partecipare alla nomina di Davide a re. (Cronache 1 12, 32)
Tutti costoro, guerrieri pronti a marciare, si presentarono con cuore sincero in Ebron per proclamare Davide re su tutto Israele; anche tutto il resto d'Israele era unanime nel proclamare re Davide. (Cronache 1 12, 39)
Anche i loro vicini e persino da Issacar, da Zabulon e da Neftali, avevano portato viveri a dorso di asini, cammelli, muli e buoi, approvvigionamenti di farina, pizze di fichi secchi, uva passa, vino, olio e bestiame grosso e minuto in abbondanza, perché c'era festa in Israele. (Cronache 1 12, 41)
Allora riporteremo l'arca del nostro Dio presso di noi, perché non ce ne siamo curati sin dal tempo di Saul". (Cronache 1 13, 3)
