Löydetty 2185 Tulokset: Sen
Allora Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e i braccialetti, lo proclamò re e lo unse. I presenti batterono le mani e gridarono: "Viva il re!". (Re 2 11, 12)
I sacerdoti acconsentirono a non ricevere più denaro dal popolo e a non riparare i danni del tempio. (Re 2 12, 9)
Or Eliseo s'ammalò di quella malattia di cui doveva morire. Ioas, re di Israele, discese presso di lui e, piangendo in sua presenza, gli disse: "Padre mio, padre mio! Carro d'Israele e sua pariglia!". (Re 2 13, 14)
La sentenza che il Signore aveva pronunciato a Ieu suonava: "I tuoi figli siederanno sul trono d'Israele fino alla quarta generazione". E così avvenne. (Re 2 15, 12)
Si mantenne legato al Signore, senza minimamente staccarsi, e osservò i comandamenti che il Signore aveva imposto a Mosè. (Re 2 18, 6)
L'anno quattordicesimo del re Ezechia, Sennàcherib, re di Assiria, salì contro tutte le città fortificate di Giuda e le espugnò. (Re 2 18, 13)
perché era venuto a sapere a proposito di Tiraca, re di Etiopia: "Ecco, è uscito per combattere contro di te". Di nuovo Sennàcherib inviò messaggeri ad Ezechia dicendo: (Re 2 19, 9)
Tendi l'orecchio, o Signore, e ascolta; apri gli occhi, o Signore, e guarda. Ascolta le parole che Sennàcherib ha mandato a dire per insultare il Dio vivente. (Re 2 19, 16)
Allora Isaia, figlio di Amoz, mandò a dire a Ezechia: "Così parla il Signore, Dio d'Israele: "Ho udito la preghiera che tu mi hai rivolto a motivo di Sennàcherib, re di Assiria. (Re 2 19, 20)
Allora Sennàcherib, re di Assiria, levò il campo e partì per far ritorno a Ninive dove rimase. (Re 2 19, 36)
"O Signore, ricorda che io ho camminato alla tua presenza con fedeltà e con cuore devoto e ho fatto ciò che è gradito ai tuoi occhi". Poi Ezechia scoppiò in un gran pianto. (Re 2 20, 3)
Ezechia fu molto lieto e mostrò loro tutta la sala del tesoro, l'argento, l'oro, gli aromi e l'olio prezioso, il suo arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini. Non ci fu nulla del palazzo e di tutti i possedimenti che Ezechia non facesse loro vedere. (Re 2 20, 13)