Löydetty 1756 Tulokset: Liberazione Del Popolo
Ecco: un popolo viene dal nord, una nazione grande e re potenti si svegliano dalle estremità della terra. (Geremia 50, 41)
Esci di mezzo ad essa, o popolo mio, e salvi ognuno se stesso dall'ardore dell'ira del Signore! (Geremia 51, 45)
Nel mese quarto, il nove del mese, la fame s'impadronì della città e non ci fu cibo per il popolo del paese. (Geremia 52, 6)
E Nabuzaradàn, capo della guardia, deportò parte dei poveri del popolo e il resto del popolo che era rimasto nella città e i disertori che erano passati al re di Babilonia e il resto della folla. (Geremia 52, 15)
Inoltre dalla città prese un eunuco, che era preposto agli uomini di guerra, e sette uomini tra i più familiari del re, che furono trovati in città, lo scriba-capo dell'esercito che arruolava il popolo del paese e sessanta uomini del popolo del paese, trovati in mezzo alla città. (Geremia 52, 25)
Questo è il popolo che Nabucodònosor deportò nell'anno settimo: tremilaventitré Giudei. (Geremia 52, 28)
Come mai siede solitaria la città grande di popolo? E' divenuta come vedova la grande fra le genti! La principessa fra le province è divenuta tributaria! (Lamentazioni 1, 1)
Gerusalemme ricorda i giorni della sua miseria e del suo errare, tutti i suoi beni preziosi che possedeva da giorni antichi; ricorda quando cadeva il suo popolo nella mano del nemico e non vi era soccorritore per lei. L'hanno vista gli avversari, hanno riso della sua distruzione! (Lamentazioni 1, 7)
Tutto il suo popolo è di gementi, cercatori di pane; dànno i loro gioielli per pane, per riprendere la vita. "Guarda, Signore, e fissa lo sguardo, perché sto divenendo spregevole!". (Lamentazioni 1, 11)
Si consumano di lacrime i miei occhi, fremono le mie viscere; si scioglie per terra il mio fegato per la ferita della figlia del mio popolo, allo svenire di bimbi e lattanti lungo le piazze della città. (Lamentazioni 2, 11)
Sono diventato il riso di tutto il mio popolo, la sua canzone di tutto il giorno. (Lamentazioni 3, 14)
Il mio occhio gronda rivi di lacrime per la rovina della figlia del mio popolo. (Lamentazioni 3, 48)