Mosaico decorativo

Löydetty 11666 Tulokset: Cè

  • e comparvero davanti a lui i sommi sacerdoti e i principali dei Giudei, portando accuse contro Paolo. Lo pregavano (Atti degli Apostoli 25, 2)

  • chiedendogli il favore, in odio a Paolo, che lo facesse trasportare a Gerusalemme, per tendergli un agguato e ucciderlo durante il percorso. (Atti degli Apostoli 25, 3)

  • Festo rispose che Paolo era in prigione a Cesarea e che egli stesso sarebbe partito tra poco: (Atti degli Apostoli 25, 4)

  • "Quelli dunque tra voi -- disse -- che hanno autorità, scendano con me, e se c'è in quell'uomo qualche colpa depongano contro di lui". (Atti degli Apostoli 25, 5)

  • Dopo essersi fermato tra loro non più di otto o dieci giorni, scese a Cesarea e il giorno dopo sedette in tribunale e comandò che gli fosse portato Paolo. (Atti degli Apostoli 25, 6)

  • Quando arrivò, i Giudei che erano discesi da Gerusalemme gli si fecero intorno, producendo molte e gravi accuse, che non potevano dimostrare. (Atti degli Apostoli 25, 7)

  • Paolo si difendeva affermando: "Non ho peccato né contro la legge dei Giudei né contro il tempio né contro Cesare". (Atti degli Apostoli 25, 8)

  • Ma Paolo replicò: "Sto dinanzi al tribunale di Cesare e qui mi si deve giudicare. Non ho fatto alcun torto ai Giudei, come anche tu sai molto bene. (Atti degli Apostoli 25, 10)

  • Se dunque ho commesso qualche ingiustizia o qualche delitto che merita la morte, non ricuso di morire; ma se non vi è nulla di ciò di cui essi mi accusano, nessuno può consegnarmi ad essi. Mi appello a Cesare". (Atti degli Apostoli 25, 11)

  • Allora Festo, dopo aver conferito con il suo consiglio, disse: "Hai appellato a Cesare, a Cesare andrai". (Atti degli Apostoli 25, 12)

  • Passati alcuni giorni, il re Agrippa e Berenice discesero a Cesarea e vennero a salutare Festo. (Atti degli Apostoli 25, 13)

  • E poiché vi si trattenevano alcuni giorni, Festo espose al re il caso di Paolo, dicendo: "C'è un uomo che è stato lasciato in prigione da Felice. (Atti degli Apostoli 25, 14)


"Se precisamos ter paciência para suportar os defeitos dos outros, quanto mais ainda precisamos para tolerar nossos próprios defeitos!" São Padre Pio de Pietrelcina