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Avendo, perciò, scelto Numenio figlio di Antioco e Antipatro figlio di Giasone per inviarli presso i Romani a rinnovare l'antica nostra amicizia e alleanza con loro, (Maccabei 1 12, 16)
A Roma e a Sparta si seppe che Gionata era morto e se ne rattristarono grandemente. (Maccabei 1 14, 16)
Dopo di ciò Simone inviò Numenio a Roma con un grande scudo d'oro del valore di mille mine per confermare l'alleanza con loro. (Maccabei 1 14, 24)
Egli, infatti, aveva appreso che i Giudei erano stati chiamati amici, alleati e fratelli dai Romani; che questi erano andati incontro con onore ai messaggeri di Simone; (Maccabei 1 14, 40)
Intanto giunse da Roma Numenio con i suoi compagni portando delle lettere per i re e per le regioni. Vi era scritto: (Maccabei 1 15, 15)
"Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo, salute! (Maccabei 1 15, 16)
Allora suonarono le trombe e Cendebeo fu travolto insieme alla sua armata; molti di essi caddero feriti; i superstiti fuggirono verso la fortezza. (Maccabei 1 16, 8)
come aveva promesso nella legge, noi speriamo che questo Dio avrà presto pietà di noi e da ogni parte che è sotto il cielo ci radunerà nel luogo santo. Poiché è lui che ci ha liberato da grandi mali e ha purificato questo luogo. (Maccabei 2 2, 18)
promettendo al re, durante un incontro, trecentosessanta talenti d'argento e altri ottanta, riscossi da qualche altra entrata. (Maccabei 2 4, 8)
Mise da parte le benigne concessioni fatte dai re ai Giudei per opera di Giovanni, padre di quell'Eupolemo che poi compì l'ambasciata per l'amicizia e l'alleanza con i Romani; quindi, abolite le istituzioni patrie, instaurò consuetudini inique. (Maccabei 2 4, 11)
Menelao pertanto teneva in pugno il potere, ma non si curava affatto del denaro promesso al re. (Maccabei 2 4, 27)
Menelao, vedendosi già battuto, promise somme rilevanti a Tolomeo, figlio di Dorimene, perché persuadesse il re. (Maccabei 2 4, 45)