Mosaico decorativo

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  • A Caleb, figlio di Iefunne, fu data una porzione in mezzo ai figli di Giuda, secondo quanto aveva ordinato il Signore a Giosuè: Kiriat-Arba, padre di Anak, cioè Ebron. (Giosuè 15, 13)

  • Caleb ne scacciò i tre figli di Anak, Sesai, Achiman e Talmai, discendenti di Anak. (Giosuè 15, 14)

  • Anab, Estemoa, Anim, (Giosuè 15, 50)

  • Maarat, Bet-Anot ed Eltekon: sei città e i loro villaggi. Tekoa, Efrata, cioè Betlemme, Peor, Etam, Culon, Tatam, Sores, Carem, Gallim, Beter, Manach: undici città e i loro villaggi. (Giosuè 15, 59)

  • Tale fu il possesso che si divisero i figli di Giuseppe, Manasse ed Efraim. (Giosuè 16, 4)

  • e il confine terminava al mare. Micmetat a nord; quindi il confine piegava verso oriente a Taanat-Silo, da dove passava, ad ovest, in direzione di Ianoach; (Giosuè 16, 6)

  • Da Tappuach il confine, ad ovest, andava al torrente Kana e terminava al mare. Questa è la porzione dei figli di Efraim secondo le loro famiglie. (Giosuè 16, 8)

  • Oltre le città riservate ai figli di Efraim in mezzo alla porzione dei figli di Manasse: tutte queste città e i loro villaggi. (Giosuè 16, 9)

  • Non scacciarono però i Cananei che abitavano Ghezer, perciò i Cananei sono rimasti in mezzo ad Efraim sino ad oggi, soggetti a tributo. (Giosuè 16, 10)

  • Questa fu la parte sorteggiata per la tribù di Manasse, che era il primogenito di Giuseppe. A Machir, primogenito di Manasse, padre di Gàlaad, toccò il Gàlaad e il Basan, come conveniva ad un uomo di guerra qual egli era. (Giosuè 17, 1)

  • Ebbero la loro parte gli altri figli di Manasse, secondo le loro famiglie, i figli di Abiezer, i figli di Elek, i figli di Asriel, i figli di Sichem, i figli di Chefer e i figli di Semida. Questi erano i figli maschi di Manasse, figlio di Giuseppe, secondo le loro famiglie. (Giosuè 17, 2)

  • Zelofcad, figlio di Chefer, figlio di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manasse, non ebbe figli, ma soltanto figlie, che si chiamavano: Macla, Noa, Cogla, Milca e Tirza. (Giosuè 17, 3)


“A prática das bem-aventuranças não requer atos de heroísmo, mas a aceitação simples e humilde das várias provações pelas quais a pessoa passa.” São Padre Pio de Pietrelcina