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Questa è la parola che il profeta Geremia rivolse a Baruc, figlio di Neria, quando scriveva queste parole nel libro, per ordine di Geremia, nell'anno quarto di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda: (Geremia 45, 1)
Ma quel giorno per il Signore, Dio degli eserciti, è giorno di vendetta contro i suoi nemici. Divora la spada e si sazia, ma si sazia del loro sangue. Sì, è sacrificio per il Signore, Dio degli eserciti, nel paese del nord, sull'Eufrate. (Geremia 46, 10)
Questa è la parola che proferì il Signore al profeta Geremia circa l'arrivo di Nabucodònosor, re di Babilonia, per battere il paese di Egitto. (Geremia 46, 13)
"Annunziatelo in Egitto e fatelo sentire in Migdòl, fatelo sentire a Menfi e Tafni. Dite: Drìzzati e stai pronta perché la spada divora i tuoi dintorni. (Geremia 46, 14)
Per la mia vita, oracolo del Re, il cui nome è Signore degli eserciti: Sì, qual Tabor tra i monti e qual Carmelo presso il mare, arriverà. (Geremia 46, 18)
Parola del Signore rivolta al profeta Geremia contro i Filistei, prima che il faraone conquistasse Gaza. (Geremia 47, 1)
Così dice il Signore: "Ecco dal nord acque inondanti; divengono come un fiume travolgente e travolgono il paese e quanto contiene, la città e chi abita in essa, gridano gli uomini e ululano tutti gli abitanti del paese. (Geremia 47, 2)
Erigete un cippo a Moab perché a fondo è devastata: le sue città a desolazione son ridotte, prive dei loro abitanti. (Geremia 48, 9)
Il giudizio è arrivato per il territorio dell'Altipiano, contro Colòn, Ioaz e Mefàat; (Geremia 48, 21)
Ubriacatelo, perché si è fatto grande contro il Signore; si avvoltoli Moab nel suo vomito e divenga motivo di derisione anch'esso. (Geremia 48, 26)
Per il clamore di Chesbòn s'è udita la loro voce fino ad Elealè, fino a Iachaz; da Zoar fino a Coronàim, a Eglat-Selisià. Sì, perfino le acque di Nimrìm diventeranno un luogo desolato. (Geremia 48, 34)
Come è costernato! Ululate! Come ha voltato la schiena Moab con vergogna! In tal modo Moab è divenuto motivo di derisione e uno spavento per tutti i suoi vicini. (Geremia 48, 39)