Giuditta, 11

La Sacra Bibbia (Versione CEI 1974)

1 Allora Oloferne le rivolse la parola: «Stà tranquilla, o donna, il tuo cuore non abbia timore, perché io non ho mai fatto male ad alcun uomo che abbia accettato di servire Nabucodònosor, re di tutta la terra.

2 Quanto al tuo popolo che abita su questi monti, se non mi avessero disprezzato, non avrei alzato la lancia contro di loro; essi stessi si sono procurati tutto questo.

3 Ma ora dimmi per qual motivo sei fuggita da loro e sei venuta da noi. Certamente sei venuta per trovar salvezza. Fatti animo: resterai viva questa notte e in seguito.

4 Nessuno ti può fare un torto, ma ti useranno ogni riguardo, come si fa con i servi del mio signore, il re Nabucodònosor».

5 Giuditta gli rispose: «Degnati di accogliere le parole della tua serva e possa la tua schiava parlare alla tua presenza. Io non dirò il falso al mio signore in questa notte.

6 Certo, se vorrai seguire le parole della tua serva, Dio agirà magnificamente con te e il mio signore non fallirà nei suoi progetti.

7 Perché, per la vita di Nabucodònosor, re di tutta la terra, e per la potenza di lui che ti ha inviato a riordinare ogni essere vivente, non gli uomini soltanto per mezzo tuo lo servono, ma anche le bestie selvatiche e gli armenti e gli uccelli del cielo vivranno in grazia della tua forza per l'onore di Nabucodònosor e di tutta la sua casa.

8 Abbiamo gia conosciuto per fama la tua saggezza e le abili astuzie del tuo genio ed è risaputo in tutta la terra che tu sei il migliore in tutto il regno, esperto nelle conoscenze e meraviglioso nelle imprese militari.

9 Quanto al discorso tenuto da Achior nella tua riunione, noi ne abbiamo udito il contenuto, perché gli uomini di Betulia l'hanno risparmiato ed egli ha rivelato loro quanto aveva detto davanti a te.

10 Perciò, signore sovrano, non trascurare le sue parole, ma imprimile bene nella tua memoria perché sono vere: realmente il nostro popolo non sarà punito e non prevarrà la spada contro di lui, se non avrà peccato contro il suo Dio.

11 Ora perché il mio signore non resti deluso e a mani vuote, sappia che si avventerà la morte contro di loro, perché li stringe il peccato per il quale provocheranno l'ira del loro Dio appena compiranno un gesto inconsulto.

12 Siccome sono venuti a mancare loro i viveri e tutta l'acqua è stata consumata, han deciso di mettere le mani sul loro bestiame e deliberato di consumare quanto Dio con leggi ha vietato loro di mangiare.

13 Hanno perfino decretato di dar fondo alle primizie del frumento e alle decime del vino e dell'olio che conservavano come diritto sacro dei sacerdoti che stanno in Gerusalemme e fanno servizio alla presenza del nostro Dio, tutte cose che a nessuno del popolo era permesso neppure di toccare con la mano.

14 Perciò hanno mandato messaggeri a Gerusalemme, dove anche i cittadini hanno fatto altrettanto, perché riportino loro il permesso da parte del consiglio degli anziani.

15 Ma, quando riceveranno la risposta e la eseguiranno, in quel giorno preciso saranno messi in tuo potere per l'estrema rovina.

16 Per questo, io tua serva, conscia di tutte queste cose, sono fuggita da loro e Dio mi ha indirizzata a compiere con te un'impresa che farà stupire la terra ovunque ne giungerà la fama.

17 La tua serva è religiosa e serve notte e giorno al Dio del cielo. Ora io intendo restare con te, mio signore, ma uscirà la tua serva di notte nella valle; io pregherò il mio Dio ed egli mi rivelerà quando essi avranno commesso i loro peccati.

18 Allora verrò a riferirti e tu uscirai con tutto l'esercito e nessuno di loro potrà opporti resistenza.

19 Io ti guiderò attraverso la Giudea, finché giungerò davanti a Gerusalemme e vi porrò in mezzo il tuo trono. Tu li potrai condurre via come pecore senza pastore e nemmeno un cane abbaierà davanti a te. Queste cose mi sono state dette prima, io ne ho avuto la rivelazione e l'incarico di annunziarle a te».

20 Le parole di lei piacquero a Oloferne e ai suoi servi, i quali tutti ammirarono la sua sapienza e dissero:

21 «Da un capo all'altro della terra non esiste donna simile, per la bellezza dell'aspetto e il senno della parola».

22 E Oloferne le disse: «Bene ha fatto Dio a mandarti avanti al tuo popolo, perché resti nelle vostre mani la forza e coloro che hanno disprezzato il mio signore vadano in rovina.

23 Tu sei bella d'aspetto e saggia nelle parole; se farai come hai detto, il tuo Dio sarà mio Dio e tu siederai nel palazzo del re Nabucodònosor e sarai famosa in tutto il mondo.




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Il giudite 11 racconta la storia di quando il Judite si presenta davanti a Holofernes, comandante dell'esercito assiro, e lo convince a permetterle di andare di notte a cercare generi alimentari per il suo popolo. Mentre è fuori, Holofernes inizia a cadere nel sonno profondo e la JUDITE coglie l'occasione per decapitare. I temi principali del capitolo sono astuzia, coraggio e giustizia divina.

Proverbi 21:30: "Non c'è saggezza, nessun intelligenza, nessun consiglio che possa opporsi al Signore". Questo verso mette in evidenza la superiorità della saggezza divina sulla saggezza umana, che è illustrata dall'astuzia e dalla strategia di JUDITE per sconfiggere Holofernes.

Proverbi 2:6: "Perché il Signore dà saggezza e la conoscenza deriva dalla sua bocca e dalla sua comprensione". Questo verso mostra che la saggezza e l'intelligenza di Judith erano un dono divino, permettendole di agire con astuzia e determinazione.

Proverbi 11:3: "L'integrità dei giusti li guida, ma la perversità degli infedeli li distrugge". L'integrità di Judith è un tema centrale in Judite 11, in quanto agisce in modo equo e coraggio, seguendo i propri principi etici e religiosi piuttosto che manipolati dalle aspettative degli altri.

Salmo 34:19: "Ci sono molte afflizioni dei giusti, ma il Signore lo consegna da tutti". Questo versetto mostra come il coraggio e la giustizia di Judite siano premiati da Dio, che la protegge dai suoi nemici e la aiuta a compiere la sua missione.

Proverbi 29:23: "L'orgoglio dell'uomo lo massacra, ma l'umile spirito otterrà onore". La JUDITE è un personaggio umile e coraggioso che non si vanta della sua astuzia o abilità, ma riconosce che è uno strumento nelle mani di Dio. Questo verso evidenzia l'importanza dell'umiltà e della modestia in contrasto con l'arroganza e l'orgoglio.


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