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Nel giorno 332, vediamo la Chiesa di Gerusalemme rafforzare la sua missione in Atti 11. Paolo fornisce indicazioni sulla saggezza nel servizio e sull'importanza dell'unità e dell'umiltà in 1 Corinzi 3-4. Proverbi 27:23-27 ci insegna a gestire diligentemente le nostre risorse e responsabilità, riflettendo la saggezza pratica di Dio.
1. Gli apostoli e i fratelli che stavano nella Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.
2. E quando Pietro salì a Gerusalemme, i circoncisi lo rimproveravano dicendo:
3. «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».
4. Allora Pietro raccontò per ordine come erano andate le cose, dicendo:
5. «Io mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e vidi in estasi una visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come calato dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me.
6. Fissandolo con attenzione, vidi in esso quadrupedi, fiere e rettili della terra e uccelli del cielo.
7. E sentii una voce che mi diceva: Pietro, àlzati, uccidi e mangia!
8. Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla di profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca.
9. Ribattè nuovamente la voce dal cielo: Quello che Dio ha purificato, tu non considerarlo profano.
10. Questo avvenne per tre volte e poi tutto fu risollevato di nuovo nel cielo.
11. Ed ecco, in quell'istante, tre uomini giunsero alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi.
12. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.
13. Egli ci raccontò che aveva visto un angelo presentarsi in casa sua e dirgli: Manda a Giaffa e fà venire Simone detto anche Pietro;
14. egli ti dirà parole per mezzo delle quali sarai salvato tu e tutta la tua famiglia.
15. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo scese su di loro, come in principio era sceso su di noi.
16. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo.
17. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che a noi per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».
18. All'udir questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».
19. Intanto quelli che erano stati dispersi dopo la persecuzione scoppiata al tempo di Stefano, erano arrivati fin nella Fenicia, a Cipro e ad Antiochia e non predicavano la parola a nessuno fuorchè ai Giudei.
20. Ma alcuni fra loro, cittadini di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiochia, cominciarono a parlare anche ai Greci, predicando la buona novella del Signore Gesù.
21. E la mano del Signore era con loro e così un gran numero credette e si convertì al Signore.
22. La notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, la quale mandò Barnaba ad Antiochia.
23. Quando questi giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e,
24. da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. E una folla considerevole fu condotta al Signore.
25. Barnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo e trovatolo lo condusse ad Antiochia.
26. Rimasero insieme un anno intero in quella comunità e istruirono molta gente; ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani.
27. In questo tempo alcuni profeti scesero ad Antiochia da Gerusalemme.
28. E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi in piedi, annunziò per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l'impero di Claudio.
29. Allora i discepoli si accordarono, ciascuno secondo quello che possedeva, di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea;
30. questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Barnaba e Saulo.
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1. Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo.
2. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete;
3. perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?
4. Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini?
5. Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso.
6. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere.
7. Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere.
8. Non c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro.
9. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.
10. Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.
11. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi si trova, che è Gesù Cristo.
12. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia,
13. l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno.
14. Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa;
15. ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco.
16. Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
17. Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
18. Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente;
19. perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti:
20. E ancora:
21. Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro:
22. Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro!
23. Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.
1. Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.
2. Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele.
3. A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso,
4. perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
5. Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.
6. Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio a favore di uno contro un altro.
7. Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché te ne vanti come non l'avessi ricevuto?
8. Gia siete sazi, gia siete diventati ricchi; senza di noi gia siete diventati re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi.
9. Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.
10. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.
11. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo,
12. ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo;
13. calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.
14. Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi.
15. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il vangelo.
16. Vi esorto dunque, fatevi miei imitatori!
17. Per questo appunto vi ho mandato Timòteo, mio figlio diletto e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in ogni Chiesa.
18. Come se io non dovessi più venire da voi, alcuni hanno preso a gonfiarsi d'orgoglio.
19. Ma verrò presto, se piacerà al Signore, e mi renderò conto allora non gia delle parole di quelli, gonfi di orgoglio, ma di ciò che veramente sanno fare,
20. perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza.
21. Che volete? Debbo venire a voi con il bastone, o con amore e con spirito di dolcezza?
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23. Preòccupati del tuo gregge, abbi cura delle tue mandrie,
24. perché non sono perenni le ricchezze, né un tesoro si trasmette di generazione in generazione.
25. Si toglie il fieno, apparisce l'erba nuova e si raccolgono i foraggi dei monti;
26. gli agnelli ti danno le vesti e i capretti il prezzo per comprare un campo,
27. le capre latte abbondante per il cibo e per vitto della tua famiglia. e per mantenere le tue schiave.
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"A mulher forte é a que tem temor de Deus e faz a vontade de Deus." São Padre Pio de Pietrelcina