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La casa d'Israele da quel giorno in poi saprà che io, il Signore, sono il loro Dio. (Ezechiele 39, 22)
Al principio dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là. (Ezechiele 40, 1)
Il secondo giorno offrirai, per il peccato, un capro senza difetto e farai la purificazione dell'altare come hai fatto con il giovenco. (Ezechiele 43, 22)
Per sette giorni sacrificherai per il peccato un capro al giorno e verrà offerto anche un giovenco e un montone del gregge senza difetti. (Ezechiele 43, 25)
Dice il Signore Dio: "Il primo giorno del primo mese, prenderai un giovenco senza difetti e purificherai il santuario. (Ezechiele 45, 18)
In quel giorno il principe offrirà, per sé e per tutto il popolo del paese, un giovenco per il peccato; (Ezechiele 45, 22)
nei sette giorni della festa offrirà in olocausto al Signore sette giovenchi e sette montoni, senza difetti, in ognuno dei sette giorni, e un capro in sacrificio per il peccato, ogni giorno. (Ezechiele 45, 23)
L'olocausto che il principe offrirà al Signore nel giorno di sabato sarà di sei agnelli e un montone senza difetti; (Ezechiele 46, 4)
Nel giorno del novilunio offrirà in olocausto un giovenco senza difetti, sei agnelli e un montone senza difetti; (Ezechiele 46, 6)
Ogni giorno tu offrirai in olocausto al Signore un agnello di un anno, senza difetti; l'offrirai ogni mattina. (Ezechiele 46, 13)
Perimetro totale: diciottomila cubiti. La città si chiamerà da quel giorno in poi: Là è il Signore. (Ezechiele 48, 35)
Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima. (Daniele 6, 11)