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Ma quando egli si mise a parlare di giustizia, di continenza e del giudizio futuro, Felice si spaventò e disse: «Per il momento puoi andare; ti farò chiamare di nuovo quando ne avrò il tempo». (Atti degli Apostoli 24, 25)
Sperava frattanto che Paolo gli avrebbe dato del denaro; per questo abbastanza spesso lo faceva chiamare e conversava con lui. (Atti degli Apostoli 24, 26)
durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono con accuse i sommi sacerdoti e gli anziani dei Giudei per reclamarne la condanna. (Atti degli Apostoli 25, 15)
e, attraversato il mare della Cilicia e della Panfilia, giungemmo a Mira di Licia. (Atti degli Apostoli 27, 5)
Sbattuti violentemente dalla tempesta, il giorno seguente cominciarono a gettare a mare il carico; (Atti degli Apostoli 27, 18)
Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'impressione che una qualche terra si avvicinava. (Atti degli Apostoli 27, 27)
Ma poiché i marinai cercavano di fuggire dalla nave e gia stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prora, Paolo disse al centurione e ai soldati: (Atti degli Apostoli 27, 30)
Allora i soldati recisero le gòmene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare. (Atti degli Apostoli 27, 32)
Quando si furono rifocillati, alleggerirono la nave, gettando il frumento in mare. (Atti degli Apostoli 27, 38)
Levarono le ancore e le lasciarono andare in mare; al tempo stesso allentarono i legami dei timoni e spiegata al vento la vela maestra, mossero verso la spiaggia. (Atti degli Apostoli 27, 40)
Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli indigeni dicevano tra loro: «Certamente costui è un assassino, se, anche scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere». (Atti degli Apostoli 28, 4)
ci colmarono di onori e al momento della partenza ci rifornirono di tutto il necessario. (Atti degli Apostoli 28, 10)