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Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 19)
Mi sono accorto che nulla c'è di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui? (Qoelet (Ecclesiaste) 3, 22)
Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole e non dire davanti al messaggero che è stata una inavvertenza, perché Dio non abbia ad adirarsi per le tue parole e distrugga il lavoro delle tue mani. (Qoelet (Ecclesiaste) 5, 5)
Ogni uomo, a cui Dio concede ricchezze e beni, ha anche facoltà di goderli e prendersene la sua parte e di godere delle sue fatiche: anche questo è dono di Dio. (Qoelet (Ecclesiaste) 5, 18)
Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia. (Qoelet (Ecclesiaste) 7, 25)
Chi è come il saggio? Chi conosce la spiegazione delle cose? La sapienza dell'uomo ne rischiara il volto, ne cambia la durezza del viso. (Qoelet (Ecclesiaste) 8, 1)
Le parole calme dei saggi si ascoltano più delle grida di chi domina fra i pazzi. (Qoelet (Ecclesiaste) 9, 17)
Per negligenza il soffitto crolla e per l'inerzia delle mani piove in casa. (Qoelet (Ecclesiaste) 10, 18)
quando si avrà paura delle alture e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l'uomo se ne va nella dimora eterna e le piangenti si aggirano per la strada; (Qoelet (Ecclesiaste) 12, 5)
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità. (Qoelet (Ecclesiaste) 12, 8)
Non state a guardare che sono bruna, poiché mi ha abbronzato il sole. I figli di mia madre si sono sdegnati con me: mi hanno messo a guardia delle vigne; la mia vigna, la mia, non l'ho custodita. (Cantico dei Cantici 1, 6)
Io sono un narciso di Saron, un giglio delle valli. (Cantico dei Cantici 2, 1)