Mosaico decorativo

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  • e avviandosi conversavano insieme e dicevano: «Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catene». (Atti degli Apostoli 26, 31)

  • E Agrippa disse a Festo: «Costui poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesare». (Atti degli Apostoli 26, 32)

  • Quando fu deciso che ci imbarcassimo per l'Italia, consegnarono Paolo, insieme ad alcuni altri prigionieri, a un centurione di nome Giulio della coorte Augusta. (Atti degli Apostoli 27, 1)

  • Salimmo su una nave di Adramitto, che stava per partire verso i porti della provincia d'Asia e salpammo, avendo con noi Aristarco, un Macèdone di Tessalonica. (Atti degli Apostoli 27, 2)

  • Il giorno dopo facemmo scalo a Sidone e Giulio, con gesto cortese verso Paolo, gli permise di recarsi dagli amici e di riceverne le cure. (Atti degli Apostoli 27, 3)

  • Qui il centurione trovò una nave di Alessandria in partenza per l'Italia e ci fece salire a bordo. (Atti degli Apostoli 27, 6)

  • Essendo trascorso molto tempo ed essendo ormai pericolosa la navigazione poiché era gia passata la festa dell'Espiazione, Paolo li ammoniva dicendo: (Atti degli Apostoli 27, 9)

  • Il centurione però dava più ascolto al pilota e al capitano della nave che alle parole di Paolo. (Atti degli Apostoli 27, 11)

  • E poiché quel porto era poco adatto a trascorrervi l'inverno, i più furono del parere di salpare di là nella speranza di andare a svernare a Fenice, un porto di Creta esposto a libeccio e a maestrale. (Atti degli Apostoli 27, 12)

  • dicendomi: Non temere, Paolo; tu devi comparire davanti a Cesare ed ecco, Dio ti ha fatto grazia di tutti i tuoi compagni di navigazione. (Atti degli Apostoli 27, 24)

  • Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell'Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l'impressione che una qualche terra si avvicinava. (Atti degli Apostoli 27, 27)

  • Ma poiché i marinai cercavano di fuggire dalla nave e gia stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prora, Paolo disse al centurione e ai soldati: (Atti degli Apostoli 27, 30)


"A prática das bem-aventuranças não requer atos de heroísmo, mas a aceitação simples e humilde das provações." São Padre Pio de Pietrelcina