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Sia dunque vostra cura preparare una copia della presente e rimetterla a Giònata, perché sia esposta sul monte santo in luogo visibile"". (Maccabei 1 11, 37)
Giònata intanto mandò a chiedere al re Demetrio che richiamasse da Gerusalemme gli occupanti della Cittadella e quelli delle altre fortezze, perché erano sempre in lotta con Israele. (Maccabei 1 11, 41)
Giònata gli inviò ad Antiòchia tremila uomini tra i più forti; essi si recarono presso il re e il re si rallegrò della loro venuta. (Maccabei 1 11, 44)
I cittadini si radunarono al centro della città in numero di circa centoventimila e volevano eliminare il re. (Maccabei 1 11, 45)
Il re si rifugiò nel palazzo, i cittadini occuparono le vie della città e incominciarono a combattere. (Maccabei 1 11, 46)
I cittadini videro che i Giudei si erano impadroniti della città a loro piacere, si persero d'animo e gridarono al re con voce supplichevole: (Maccabei 1 11, 49)
Giònata poi si diede a percorrere la regione dell'Oltrefiume e le varie città e accorse a lui, come alleato, tutto l'esercito della Siria. Andò ad Àscalon e i cittadini gli uscirono incontro a rendergli omaggio. (Maccabei 1 11, 60)
Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani: (Maccabei 1 12, 5)
"Giònata, sommo sacerdote, e il consiglio degli anziani della nazione, i sacerdoti e il resto del popolo dei Giudei, agli Spartani, loro fratelli, salute! (Maccabei 1 12, 6)
Ci rallegriamo della vostra gloria. (Maccabei 1 12, 12)
E questa è la copia della lettera che essi avevano inviato a Onia: (Maccabei 1 12, 19)
Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; piansero per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore. Tutto Israele si immerse in un lutto profondo. (Maccabei 1 12, 52)