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Inoltre nella terra c'erano prostituti sacri. Essi commisero tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. (Re 1 14, 24)
Eliminò i prostituti sacri dalla terra e allontanò tutti gli idoli che avevano fatto i suoi padri. (Re 1 15, 12)
Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non era piovuto sulla terra. (Re 1 17, 7)
poiché così dice il Signore, Dio d'Israele: "La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra"". (Re 1 17, 14)
Dopo molti giorni la parola del Signore fu rivolta a Elia, nell'anno terzo: "Va' a presentarti ad Acab e io manderò la pioggia sulla faccia della terra". (Re 1 18, 1)
Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quello lo riconobbe e cadde con la faccia a terra dicendo: "Sei proprio tu il mio signore Elia?". (Re 1 18, 7)
A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!". (Re 1 18, 39)
Acab andò a mangiare e a bere. Elia salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia. (Re 1 18, 42)
Nabot rispose ad Acab: "Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri". (Re 1 21, 3)
Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: "Non ti cederò l'eredità dei miei padri!". Si coricò sul letto, voltò la faccia da un lato e non mangiò niente. (Re 1 21, 4)
Al tramonto questo grido si diffuse per l'accampamento: "Ognuno alla sua città e ognuno alla sua terra!". (Re 1 22, 36)
Egli spazzò via dalla terra il resto dei prostituti sacri, che era rimasto al tempo di suo padre Asa. (Re 1 22, 47)