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Israele si stabilì dunque nella terra degli Amorrei. (Numeri 21, 31)
Balak, figlio di Sippor, vide quanto Israele aveva fatto agli Amorrei, (Numeri 22, 2)
Allora Balaam pronunciò il suo poema e disse: "Da Aram mi fa venire Balak, il re di Moab dalle montagne d'oriente: "Vieni, maledici per me Giacobbe; vieni, minaccia Israele!". (Numeri 23, 7)
Chi può contare la polvere di Giacobbe? O chi può calcolare un solo quarto d'Israele? Possa io morire della morte dei giusti e sia la mia fine come la loro". (Numeri 23, 10)
Allora Balak disse a Balaam: "Che cosa mi hai fatto? Per maledire i miei nemici io ti ho preso, ed ecco, li hai grandemente benedetti". (Numeri 23, 11)
Egli non scorge colpa in Giacobbe, non ha veduto torto in Israele. Il Signore, suo Dio, è con lui e in lui risuona un'acclamazione per il re. (Numeri 23, 21)
Perché non vi è sortilegio contro Giacobbe e non vi è magìa contro Israele: a suo tempo vien detto a Giacobbe e a Israele che cosa opera Dio. (Numeri 23, 23)
Balaam vide che al Signore piaceva benedire Israele e non andò come le altre volte alla ricerca di sortilegi, ma rivolse la sua faccia verso il deserto. (Numeri 24, 1)
Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui. (Numeri 24, 2)
Come sono belle le tue tende, Giacobbe, le tue dimore, Israele! (Numeri 24, 5)
Allora l'ira di Balak si accese contro Balaam; Balak batté le mani e disse a Balaam: "Per maledire i miei nemici ti ho chiamato, ed ecco li hai grandemente benedetti per tre volte. (Numeri 24, 10)
Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele, spacca le tempie di Moab e il cranio di tutti i figli di Set; (Numeri 24, 17)