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Così dice il Signore: "Una voce si ode a Rama, un lamento e un pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata per i suoi figli, perché non sono più". (Geremia 31, 15)
C'è una speranza per la tua discendenza - oracolo del Signore -: i tuoi figli ritorneranno nella loro terra. (Geremia 31, 17)
Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: "Quando avrò cambiato la loro sorte, nella terra di Giuda e nelle sue città si dirà ancora questa parola: "Il Signore ti benedica, sede di giustizia, monte santo". (Geremia 31, 23)
Vi abiteranno insieme Giuda e tutte le sue città, gli agricoltori e coloro che conducono le greggi. (Geremia 31, 24)
"Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali renderò la casa d'Israele e la casa di Giuda feconde di uomini e bestiame. (Geremia 31, 27)
In quei giorni non si dirà più: "I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati!", (Geremia 31, 29)
Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore -, nei quali con la casa d'Israele e con la casa di Giuda concluderò un'alleanza nuova. (Geremia 31, 31)
Parola rivolta a Geremia dal Signore nell'anno decimo di Sedecìa, re di Giuda, cioè nell'anno diciottesimo di Nabucodònosor. (Geremia 32, 1)
L'esercito del re di Babilonia assediava allora Gerusalemme e il profeta Geremia era rinchiuso nell'atrio della prigione, nella reggia del re di Giuda, (Geremia 32, 2)
e ve lo aveva rinchiuso Sedecìa, re di Giuda, con questa imputazione: "Perché profetizzi in questi termini? Tu affermi: "Dice il Signore: Ecco, metterò questa città in potere del re di Babilonia ed egli la occuperà. (Geremia 32, 3)
Il re di Giuda, Sedecìa, non scamperà dalle mani dei Caldei, ma cadrà in mano al re di Babilonia, sarà portato alla sua presenza, davanti ai suoi occhi, (Geremia 32, 4)
Tu usi bontà con mille generazioni e fai scontare l'iniquità dei padri in seno ai figli dopo di loro; tu sei un Dio grande e forte, il cui nome è Signore degli eserciti. (Geremia 32, 18)