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Così ho fatto a Gerusalemme: molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con il potere avuto dai capi dei sacerdoti e, quando venivano messi a morte, anche io ho dato il mio voto. (Atti degli Apostoli 26, 10)
Che dunque? Se alcuni furono infedeli, la loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di Dio? (Romani 3, 3)
Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? (Romani 7, 24)
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, (Romani 8, 38)
Essi sono Israeliti e hanno l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; (Romani 9, 4)
Io domando dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. (Romani 11, 1)
Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio. Non sapete ciò che dice la Scrittura, nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele? (Romani 11, 2)
perché io sia liberato dagli infedeli della Giudea e il mio servizio a Gerusalemme sia bene accetto ai santi. (Romani 15, 31)
Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all'ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. (Corinzi 1 4, 9)
Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita! (Corinzi 1 6, 3)
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni. (Corinzi 1 7, 35)
Chi invece è fermamente deciso in cuor suo - pur non avendo nessuna necessità, ma essendo arbitro della propria volontà - chi, dunque, ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. (Corinzi 1 7, 37)