Fondare 1448 Risultati per: Dell'Antico Testamento
Se ho peccato, che cosa ho fatto a te, o custode dell'uomo? Perché mi hai preso a bersaglio e sono diventato un peso per me? (Giobbe 7, 20)
Tale è la sorte di chi dimentica Dio, così svanisce la speranza dell'empio; (Giobbe 8, 13)
prima che me ne vada, senza ritorno, verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte, (Giobbe 10, 21)
Credi tu di poter scrutare l'intimo di Dio o penetrare la perfezione dell'Onnipotente? (Giobbe 11, 7)
e le acque consumano le pietre, le alluvioni portano via il terreno: così tu annienti la speranza dell'uomo. (Giobbe 14, 19)
poiché la stirpe dell'empio è sterile e il fuoco divora le tende dell'uomo venale. (Giobbe 15, 34)
perché egli stesso sia arbitro fra l'uomo e Dio, come tra un figlio dell'uomo e il suo prossimo; (Giobbe 16, 21)
Ecco qual è la sorte dell'iniquo: questa è la dimora di chi non riconosce Dio". (Giobbe 18, 21)
"Dio - si dirà - riserva il castigo per i figli dell'empio". No, lo subisca e lo senta lui il castigo! (Giobbe 21, 19)
Veda con i suoi occhi la sua rovina e beva dell'ira dell'Onnipotente! (Giobbe 21, 20)
Cioè che nel giorno della sciagura è risparmiato il malvagio e nel giorno dell'ira egli trova scampo? (Giobbe 21, 30)
ma non è a causa della tenebra che io perisco, né a causa dell'oscurità che ricopre il mio volto. (Giobbe 23, 17)