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Finanche dagli stessi Caldei essi sono disonorati, poiché quando vedono un muto che non può parlare, lo presentano a Bel e pregano che lo faccia parlare, come se questi potesse sentire: (Baruc 6, 40)
Tutto ciò che avviene attorno ad essi è menzogna: dunque, come si può ammettere e dichiarare che sono dèi? (Baruc 6, 44)
Sono opera di artigiani e di orefici; null'altro essi diventano se non quello che vogliono gli artefici che essi siano. (Baruc 6, 45)
Come, dunque, non si comprende che non sono dèi coloro che non salvano se stessi dalla guerra né dalle calamità? (Baruc 6, 49)
Dopo ciò si conoscerà che gli dèi di legno, indorati e inargentati, sono una menzogna; a tutte le genti e ai re sarà chiaro che non sono dèi, ma opera delle mani dell'uomo e che in essi non c'è opera divina. (Baruc 6, 50)
A chi non sarà noto che essi non sono dèi? (Baruc 6, 51)
né possono giudicare la loro causa, né liberare l'oppresso essendo impotenti; sono come cornacchie tra il cielo e la terra. (Baruc 6, 53)
Come, dunque, si può ammettere e pensare che sono dèi? (Baruc 6, 56)
Conoscendo dunque, che non sono dèi, non abbiate timore di loro! (Baruc 6, 64)
Le bestie sono migliori di loro, perché possono rifugiarsi in un nascondiglio e procurarsi il necessario. (Baruc 6, 67)
Come, infatti, uno spauracchio in un cocomeraio nulla custodisce, così sono i loro dèi di legno indorati e inargentati. (Baruc 6, 69)
Nello stesso modo, come un cespuglio nel giardino, sopra il quale si posa ogni sorta di uccelli, o come un morto gettato nelle tenebre, così sono i loro dèi di legno indorati e inargentati. (Baruc 6, 70)