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Partendo dai possedimenti ereditari dei leviti e i possedimenti della città, che restano in mezzo, quelli del principe rimarranno tra il confine di Giuda e quello di Beniamino. (Ezechiele 48, 22)
Queste sono le uscite della città sul lato settentrionale, di quattromilacinquecento cubiti. (Ezechiele 48, 30)
Le porte della città hanno i nomi delle tribù d'Israele. Tre sono a nord: una è la porta di Ruben, una la porta di Giuda e una la porta di Levi. (Ezechiele 48, 31)
Perimetro: diciottomila. Da ora il nome della città è "Là c'è il Signore". (Ezechiele 48, 35)
Il Signore consegnò in sua mano Ioiakìm, re di Giuda, e una parte dei vasi della casa di Dio. Fattili trasportare nel paese di Sennaar, depose i vasi nella sala del tesoro dei suoi dèi. (Daniele 1, 2)
Egli domandò ad Ariòch, comandante del re: "Perché un decreto così severo da parte del re?". Allora Ariòch spiegò la cosa a Daniele, (Daniele 2, 15)
Poi Daniele andò a casa sua e informò i suoi compagni Anania, Misaele e Azaria della cosa, (Daniele 2, 17)
Ma c'è un Dio nel cielo che rivela i misteri e fa conoscere al re Nabucodònosor che cosa avverrà alla fine dei giorni. Il tuo sogno e la visione della tua mente, mentre eri sopra il tuo letto, è questa. (Daniele 2, 28)
le sue gambe erano di ferro e i suoi piedi erano parte di ferro e parte d'argilla. (Daniele 2, 33)
Come tu hai visto, i piedi e le dita erano in parte di argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che sarà un regno composto, in lui ci sarà la solidità del ferro con argilla molle. (Daniele 2, 41)
Se le dita dei suoi piedi erano in parte di ferro e in parte di argilla, significa che una parte del regno sarà solida e parte sarà fragile. (Daniele 2, 42)
Daniele chiese al re di preporre all'amministrazione della provincia di Babilonia Sadràch, Mesàch e Abdènego. Daniele invece rimase nella reggia del re. (Daniele 2, 49)