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Allora Pascùr percosse Geremia il profeta e lo consegnò per farlo mettere ai ceppi presso la Porta superiore di Beniamino che è nella casa del Signore. (Geremia 20, 2)
Perché ogni volta che io parlo debbo gridare, violenza e rovina debbo proclamare! Sì, la parola del Signore è divenuta per me obbrobrio e beffa tutto il giorno. (Geremia 20, 8)
Guai a chi edifica la sua casa senza giustizia e i piani superiori senza diritto; chi fa lavorare il suo prossimo gratuitamente e non gli retribuisce il suo lavoro! (Geremia 22, 13)
bensì: "Per la vita del Signore, che ha fatto uscire e ricondotto il seme della casa d'Israele dal paese del nord e da tutti i paesi dove li aveva dispersi: essi riposeranno nel loro territorio"". (Geremia 23, 8)
E tra i profeti di Gerusalemme ho visto nefandezze: commettere adulterio e camminare nel falso; essi rafforzano le mani dei malfattori perché non si ritiri alcuno dalla sua malvagità. Son divenuti, per me, tutti come Sodoma e gli abitanti suoi come Gomorra. (Geremia 23, 14)
Essi dicono a chi mi disprezza: "Ha detto il Signore: avrete salvezza!"; e a chiunque cammina nella durezza del proprio cuore dicono: "Non verrà contro di voi sventura!". (Geremia 23, 17)
Ecco: la burrasca del Signore scoppia furiosa, burrasca turbinante si aggira sulla testa degli empi. (Geremia 23, 19)
Così direte uno all'altro e ognuno al proprio fratello: "Cosa ha risposto il Signore e cosa ha detto il Signore?". (Geremia 23, 35)
Ne farò oggetto di spavento per tutti i regni della terra; un obbrobrio e un proverbio, un sarcasmo e una maledizione, in tutti i luoghi ovunque li avrò dispersi. (Geremia 24, 9)
eccomi: io manderò a prendere tutte le genti del settentrione, oracolo del Signore, cioè Nabucodònosor, re di Babilonia, mio servo, e le porterò contro questo paese e contro i suoi abitanti e contro tutte queste nazioni all'intorno; li farò anatèma e li ridurrò a una desolazione, a uno scherno e rovina perpetua. (Geremia 25, 9)
Gerusalemme e le città di Giuda, i suoi re e i suoi prìncipi, per ridurli a una rovina, a una desolazione, a un obbrobrio e a una maledizione, come avviene quest'oggi; (Geremia 25, 18)
tutti i re del settentrione, vicini e lontani, gli uni e gli altri e tutti i regni che sono sulla superficie della terra. Il re di Sesàc berrà dopo di essi. (Geremia 25, 26)