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E allora, via, mangia nella gioia il tuo pane e bevi di buon animo il tuo vino, ché, con questo, Dio ti è già stato benigno. (Qoelet (Ecclesiaste) 9, 7)
Ho scoperto un'altra cosa sotto il sole: la corsa non la vince chi è veloce, né la battaglia la vincono i più forti. Non è ai sapienti che tocca il pane, né agli abili le ricchezze e neanche agli accorti il favore, perché a tutti tocca secondo il tempo e il caso. (Qoelet (Ecclesiaste) 9, 11)
Il sapiente ha il cuore alla sua destra, lo stolto alla sua sinistra. (Qoelet (Ecclesiaste) 10, 2)
Getta il tuo pane sulla superficie dell'acqua, ché col passar dei giorni lo ritroverai. (Qoelet (Ecclesiaste) 11, 1)
Getta il tuo seme al mattino e a sera non dar requie alla tua mano, perché tu non sai quale seme verrà, se questo o quello, o se forse non verranno tutti e due. (Qoelet (Ecclesiaste) 11, 6)
allora si avrà paura delle salite e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo, si muoverà lenta la locusta, sarà messo da parte il cappero, perché l'uomo se ne va alla sua dimora eterna mentre i lamentatori alzano le loro grida nella via, (Qoelet (Ecclesiaste) 12, 5)
Allora la polvere torna alla terra da dove è venuta, e il soffio vitale torna a Dio che lo ha dato. (Qoelet (Ecclesiaste) 12, 7)
Come un cedro fra le piante selvatiche, così il mio Diletto fra i giovani. Alla sua ombra con gioia mi siedo, e il suo frutto è dolce al mio palato. (Cantico dei Cantici 2, 3)
Il tuo collo è come una torre d'avorio, i tuoi occhi sono come le vasche di Chesbòn alla porta di Bat-Rabbìm; il tuo naso è come la torre del Libano, che vigila verso Damasco. (Cantico dei Cantici 7, 5)
La tua statura assomiglia alla palma e i tuoi seni ai grappoli. (Cantico dei Cantici 7, 8)
e il tuo palato come ottimo vino che scende dritto alla mia bocca e fluisce sulle labbra e sui denti!". (Cantico dei Cantici 7, 10)
Vieni, mio Diletto, usciamo alla campagna, vegliamo la notte nei villaggi! (Cantico dei Cantici 7, 12)