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La comunità nel suo totale era di quarantaduemilatrecentosessanta persone, (Neemia 7, 66)
Alcuni dei capifamiglia offrirono doni per la fabbrica. Il governatore diede al tesoro mille dracme d'oro, cinquanta coppe, cinquecentotrenta tuniche sacerdotali. (Neemia 7, 70)
Il resto del popolo offrì ventimila dracme d'oro, duemila mine d'argento e sessantasette tuniche sacerdotali. (Neemia 7, 72)
Totale dei figli di Perez che si sono stabiliti a Gerusalemme: quattrocentosessantotto uomini valorosi. (Neemia 11, 6)
Totale dei leviti nella città santa: duecentottantaquattro. (Neemia 11, 18)
Al tempo di Ioiachim i sacerdoti che erano i capi delle casate sacerdotali erano i seguenti: del casato di Seraia, Meraia; di quello di Geremia, Anania; (Neemia 12, 12)
Allora rimproverai i notabili di Giuda e dissi loro: "Che cos'è questa mala azione che andate compiendo, col profanare il giorno di sabato? (Neemia 13, 17)
Sempre in quei giorni, notai che alcuni Giudei avevano sposato donne asdodite, moabite e ammonite; (Neemia 13, 23)
Gli disse: "Di dove sei, o giovane?". Rispose: "Sono un israelita, tuo compatriota, venuto qui a cercare lavoro". Rispose Tobia: "Conosci il cammino che porta nella Media?". (Tobi 5, 5)
Raffaele gli disse: "Certo, sono stato là più volte e conosco molto bene tutte le strade. Mi sono recato spesso nella Media alloggiando presso Gàbael, nostro compatriota, che abita a Rage di Media. Ci sono due giorni interi di cammino da Ecbàtana a Rage; le due città infatti si trovano in montagna". (Tobi 5, 6)
Tobia andò a informare Tobi, suo padre, dicendogli: "Ecco, ho trovato un israelita, nostro compatriota". Tobi gli disse: "Chiamamelo, perché sappia da quale famiglia e da quale tribù provenga, se è persona fidata per accompagnarti, o figlio". (Tobi 5, 9)
Raffaele rispose: "Sono Azaria, figlio dell'illustre Anania, un tuo compatriota". (Tobi 5, 13)