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essendo figli del Dio vivente, eccelso e supremo, che mantiene il regno nel migliore stato a noi e ai nostri progenitori. (Ester 8, 12)
Quando il numero degli uccisi venne a conoscenza del re, (Ester 9, 11)
Istruitemi e starò in silenzio, fatemi conoscere in che cosa ho sbagliato. (Giobbe 6, 24)
noi infatti siamo di ieri e non sappiamo nulla, poiché i nostri giorni sulla terra sono come un'ombra. (Giobbe 8, 9)
Sì, egli conosce gli uomini falsi, vede l'iniquità e l'osserva: (Giobbe 11, 11)
Quante sono le mie colpe e i miei peccati? Fammi conoscere le mie trasgressioni e le mie mancanze! (Giobbe 13, 23)
Se i suoi giorni sono fissati, se conosci il numero dei suoi mesi, avendo posto un limite invalicabile, (Giobbe 14, 5)
mi chiameresti e io risponderei, quando tu avessi nostalgia per l'opera delle tue mani. (Giobbe 14, 15)
Ecco qual è la sorte dell'empio; tale è il destino di chi misconosce Dio". (Giobbe 18, 21)
I miei fratelli si sono allontanati da me e i miei conoscenti mi si sono fatti estranei. (Giobbe 19, 13)
Sì, conosco i vostri pensieri, e le perfidie che ordite contro di me. (Giobbe 21, 27)
Pertanto egli conosce il mio cammino; se mi esamina, ne esco puro come oro. (Giobbe 23, 10)