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Deponi, Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, e rivestiti dello splendore della gloria di Dio per sempre. (Baruc 5, 1)
Dio, infatti, mostrerà il tuo splendore a ogni creatura che è sotto il cielo. (Baruc 5, 3)
E, come per una ragazza vanitosa, prendono oro e acconciano corone sulla testa dei loro dèi. (Baruc 6, 8)
A volte avviene anche che i sacerdoti asportano dai loro dèi oro e argento e lo spendono per se stessi dandone anche alle meretrici nei postriboli. (Baruc 6, 9)
Accendono lampade, certamente più numerose che per se stessi, ma gli dèi non ne vedono alcuna. (Baruc 6, 18)
Non avendo piedi, quando sono portati sulle spalle mostrano la loro vergogna agli uomini; e perfino i loro servitori per questo arrossiscono, perché, se cadessero per terra, non si rialzerebbero da se stessi. (Baruc 6, 25)
Vendendo le vittime loro offerte, i loro sacerdoti ne traggono profitto; similmente le loro mogli le pongono sotto sale per non distribuirle né ai poveri né ai bisognosi. Perfino la mestruata e la puerpera si impadroniscono di tali vittime. (Baruc 6, 27)
Conoscendo, dunque, da ciò che non sono dèi, non abbiate timore di loro. (Baruc 6, 28)
I sacerdoti prendono le vesti dei loro dèi e ne rivestono le proprie mogli e i propri figli. (Baruc 6, 32)
ugualmente non possono dare né ricchezza né denaro. Se qualcuno, avendo fatto un voto, non lo mantiene, non se ne curano. (Baruc 6, 34)
Sono simili alle pietre delle montagne pur essendo di legno, inargentati e indorati: ma i loro servitori saranno confusi. (Baruc 6, 38)
Quando, infatti, si avvicinano guerra e calamità, si consultano a vicenda i sacerdoti sul come nascondersi insieme a loro. (Baruc 6, 48)